Il sostegno alle famiglie nel Decreto Bollette 2026

02 Aprile 2026

È arrivata l’approvazione da parte della Camera dei Deputati sul Disegno di legge di conversione con modificazioni del d.l. 20 febbraio 2026, n. 21, cd. Decreto Bollette attende ora il via libera da parte del Senato.

Il decreto si presenta come un provvedimento multilivello finalizzato a sostenere le famiglie in un momento cruciale dovuto all’aumento generalizzato dei prezzi.

 Il Decreto, dunque, si pone in linea con la Legge di Bilancio 2026 che ha valorizzato la famiglia attraverso diverse forme di agevolazioni fiscali.

I provvedimenti governativi, infatti, negli ultimi mesi dimostrano che lo Stato assume un ruolo “assistenziale”, volto a supportare le famiglie, soprattutto quelle maggiormente vulnerabili.

Quanto detto nella consapevolezza che la famiglia è la prima comunità all’interno della quale si sviluppa la personalità dell’individuo e, pertanto, merita di essere supportata attraverso il sostegno economico.

In tale ottica si colloca la previsione una tantum, contenuta nel Decreto bollette, di un contributo economico straordinario pari a 115 euro per i titolari di bonus sociali.

Ciò dimostra che è possibile anche cumulare gli incentivi proprio al fine di garantire il più ampio sostegno alle famiglie.

Nella stessa ottica assistenzialista si colloca l’aiuto volontario riconosciuto alle famiglie con un Isee inferiore a 25 mila euro.

Il sostegno, in tal caso, proviene direttamente dai venditori di energia elettrica che possono attribuire ai propri clienti domestici residenti un contributo straordinario per le spese legate alle utenze elettriche.

A differenza del precedente contributo, esso non può essere cumulato con altri benefici.

Il decreto si sofferma anche sul rafforzamento della trasparenza, introducendo nuovi obblighi informativi a carico delle società energetiche riguardanti in particolare i margini di profitto che devono essere resi noti all’Autorità di regolazione,

Spazio anche alla “chiarezza e intellegibilità” delle bollette al fine di consentire ai consumatori di avere contezza del quantum da pagare e munirli degli strumenti per confrontare le offerte.

Infine, sotto il profilo strettamente fiscale, il provvedimento in esame prevede un aumento dell’aliquota Irap di due punti percentuali.

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