Cyber Census UE 2025: stato attuazione e criticità
14 Aprile 2026
La Commissione europea e l’Alto rappresentante per la politica estera hanno pubblicato l’Executive Summary del Cyber Census UE 2025, documento che monitora l’attuazione della politica europea di cyber difesa e delle relative conclusioni del Consiglio. Il rapporto evidenzia come la dimensione cibernetica sia ormai centrale per la sicurezza dell’Unione, imponendo un rafforzamento coordinato delle capacità di prevenzione, deterrenza e risposta alle minacce digitali. Sul piano istituzionale, emerge un significativo avanzamento della cooperazione tra Stati membri e organismi europei. In particolare, si segnala l’avvio operativo del nucleo del Cyber Defence Coordination Centre (EU CDCC) e lo sviluppo della rete MilCERT (MICNET), che ha raggiunto una capacità operativa iniziale nel marzo 2025. Tali strumenti si inseriscono in un più ampio quadro normativo, che comprende il Cyber Solidarity Act, il quale introduce meccanismi di risposta coordinata agli incidenti e una riserva europea di cybersicurezza. Dal punto di vista regolatorio, il sistema europeo appare in progressiva strutturazione, anche grazie all’interazione tra diversi strumenti: dalla direttiva NIS2 alla strategia di sicurezza economica europea, fino al Cyber Resilience Act, volto a rafforzare i requisiti di sicurezza dei prodotti digitali. Tuttavia, il report evidenzia come le valutazioni del rischio relative alle infrastrutture critiche civili raramente incorporino esigenze militari, segnalando una persistente frammentazione tra ambiti civile e difensivo. Sul versante delle capacità, l’Unione individua tra le priorità strategiche l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche e la guerra elettronica, sottolineando la necessità di sviluppare sia capacità difensive sia offensive nel cyberspazio. Parallelamente, vengono rafforzati i programmi di finanziamento, tra cui il Fondo europeo per la difesa e il programma Digital Europe, con particolare attenzione ai progetti dual-use. Di rilievo anche il profilo internazionale: l’UE intensifica il dialogo con partner strategici (tra cui NATO, Ucraina, Giappone e Regno Unito) e contribuisce allo sviluppo del quadro giuridico internazionale applicabile al cyberspazio, ribadendo l’estensione del diritto internazionale, inclusi il diritto umanitario e la Carta ONU, al dominio digitale. Infine, i dati raccolti presso gli Stati membri mostrano un elevato livello di implementazione organizzativa (con la diffusione dei Cyber Command nazionali e meccanismi di cooperazione interagenzia), ma anche un grado disomogeneo di maturità strategica, soprattutto per quanto riguarda l’adozione di strategie di cyber difesa dedicate. |