Agenzia delle Entrate: in pubblica consultazione la circolare sui nuovi istituti del Codice della crisi

La Redazione
16 Aprile 2026

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata una bozza di circolare sui nuovi istituti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che presentano profili di interesse per l’Agenzia stessa. I soggetti interessati possono inviare osservazioni e proposte di modifica o di integrazione fino al 20 maggio 2026.

La circolare rappresenta la “Parte I” di una serie di documenti dell’Agenzia volti ad analizzare in dettaglio i singoli istituti disciplinati dal d.lgs. n. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza). La trattazione degli istituti – si legge – darà risalto anche alle relazioni illustrative che hanno accompagnato i testi normativi e agli orientamenti giurisprudenziali formatisi negli anni di applicazione del Codice.

Gli istituti sono suddivisi in quattro macroaree tematiche (che prescindono dalla struttura formale del Codice), al fine di valorizzare l’evoluzione storica e funzionale della disciplina:

  • i nuovi istituti che rappresentano le novità più rilevanti rispetto alla legge fallimentare (r.d. n. 267/1942), oggetto questo della “Parte I” pubblicata sul sito dell’AdE;
  • gli strumenti accessibili ai soggetti sovraindebitati, in passato qualificati come “non fallibili”, originariamente esclusi da percorsi di ristrutturazione e risanamento aziendale;
  • gli accordi di ristrutturazione e il concordato preventivo;
  • la liquidazione giudiziale e agli istituti residuali.

Il documento pubblicato in consultazione, si apre con un paragrafo iniziale dedicato all’evoluzione della normativa sulla crisi d’impresa, dalla disciplina del rd. N. 267/1942 (Legge fallimentare) fino all’attuale Codice. In relazione a quest’ultimo, vengono sinteticamente descritti gli interventi correttivi (il d.lgs. 26 ottobre 2020, n. 147; il d.l. 24 agosto 2021, n. 118 convertito, con modificazioni, dalla l. 21 ottobre 2021, n. 147; il d.l. 6 novembre 2021, n. 152 convertito, con modificazioni, dalla l. 29 dicembre 2021, n. 233; il d.lgs. 17 giugno 2022, n. 83 di recepimento della direttiva (UE) 2019/1023; infine, il d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136).

Segue dunque la trattazione dedicata alla prima delle quattro macroaree, ovvero quella dei nuovi istituti del codice della crisi di impresa e dell’insolvenza.

Qui, ampio spazio è dedicato alla composizione negoziata della crisi, che la circolare esamina nel dettaglio, con particolare riferimento alle misure cautelari e protettive, alla conduzione e conclusione delle trattative, ai gruppi di imprese, alle misure premiali e alle imprese sottosoglia.

Da notare quanto contenuto nella circolare con riferimento alla transazione fiscale nella composizione negoziata (art. 23, comma 2-bis, introdotto dal Correttivo-ter del 2024) e al dibattito sorto attorno al tema della falcidiabilità dell’IVA. La circolare, infatti, prende posizione sulla questione ritenendo applicabile alla disciplina codicistica  quanto affermato dalla Corte di Giustizia Europea con sentenza 7 aprile 2016, causa C546/14, Degano Trasporti S.a.s. Tale pronuncia – pendente l’art. 182-ter l. fall. – ha ritenuto compatibile con il diritto dell’Unione la falcidiabilità del credito IVA nell’ambito del concordato preventivo qualora sia attestato, da parte di un esperto indipendente, che il credito non riceverebbe un trattamento migliore nell’ipotesi di liquidazione fallimentare. Come detto la circolare afferma che i principi espressi dalla Corte di Giustizia appaiono applicabili anche all’accordo transattivo nell’ambito della composizione negoziata.

Segue la trattazione delle altre novità rilevanti introdotte dal codice: il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, le segnalazioni per l’anticipata emersione della crisi, il piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione (PRO), le disposizioni relative ai gruppi di imprese

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