Valutazione sull’equivalenza delle tutele sociali: espressione di ampia discrezionalità tecnica

Redazione Scientifica
24 Aprile 2026

La valutazione sull’equivalenza delle tutele sociali, essendo svolta con le modalità di cui all’art. 110 del d.lgs. n. 36/2023, previste per la verifica dell’anomalia dell'offerta, è caratterizzata da ampia discrezionalità tecnica.

In primo luogo, il Collegio osserva che la valutazione sulla equivalenza delle tutele sociali, essendo svolta con le modalità di cui all'art. 110 d.lgs. n. 36/2023, previste per la verifica dell'anomalia dell'offerta, è caratterizzata da ampia discrezionalità tecnica. Costituisce, invero, consolidato indirizzo giurisprudenziale quello per cui la valutazione di anomalia dell’offerta costituisce tipica espressione della discrezionalità tecnica di cui l’amministrazione è titolare per il conseguimento e la cura dell’interesse pubblico ad essa affidato dalla legge: detta valutazione è di norma sottratta al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che non sia manifestamente inficiata da irragionevolezza, irrazionalità, illogicità, arbitrarietà o travisamento dei fatti; è preclusa all’organo giurisdizionale la possibilità di svolgere (autonomamente o a mezzo di consulenti tecnici) un’autonoma verifica circa la sussistenza, o meno, dell’anomalia, trattandosi di questione riservata all’esclusiva discrezionalità tecnica dell’amministrazione; laddove, pertanto, le valutazioni dell’amministrazione in ordine alla congruità della offerta, pur in ipotesi opinabili, siano tuttavia motivate sotto il profilo tecnico discrezionale e fondate su dati, anche statistici, non manifestamente errati né travisati (o del cui errore o travisamento non sia stata fornita alcuna dimostrazione in giudizio), non può che concludersi per il rigetto della relativa impugnazione (v. da ultimo Cons. Stato, sez. V, 20 marzo 2026, n. 2368).

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