Il ruolo del fisco nel processo di sviluppo sostenibile
23 Aprile 2026
La transizione ecologica tra gli obiettivi eurounitari Tra i principali obiettivi fissati dall’Unione Europea vi è, di certo, quello di perseguire la transizione ecologica. Ogni Stato membro, dunque, deve adeguarsi a questo indirizzo individuando gli strumenti più adeguati al perseguimento dell’obiettivo. La finanza pubblica, da sempre, ha rappresentato lo strumento più immediato per favorire la trasformazione della società incidendo sulle condotte dei contribuenti con il fine ulteriore di tutelare interessi extra fiscali. Si pensi, all’ormai nota sugar tax (la cui entrata in vigore è stata rinviata al 2027) che colpisce le bevande edulcorate con il fine di disincentivarne il consumo (e ridurre il rischio di malattie non trasmissibili), oppure, alla tassazione sui tabacchi, ambedue tributi funzionali a diffondere una fiscalità comportamentale. Il rapporto tra fisco e ambiente Il rapporto tra fisco e ambiente non è sorto recentemente, già in passato, infatti, il sistema tributario è stato chiamato ad intervenire per indirizzare i contribuenti all’adozione di condotte virtuose. Si pensi, all’imposta di soggiorno che colpisce il turista che “pernotti” all’interno della struttura ricettiva. Le entrate derivanti dall’imposta de qua presentano un vincolo di destinazione, in quanto destinate allo svolgimento di attività di restaurazione, manutenzione e recupero. In altri termini, il contribuente rinuncia ad una parte delle proprie ricchezze per il soddisfacimento di un interesse comune, quale, appunto, l’ambiente. L’imposta di soggiorno viene corrisposta dal contribuente preventivamente, ovvero, al fine di riparare ai danni che potenzialmente possano derivare dalla pressione antropica. Nella stessa ottica si colloca l’imposta di sbarco che colpisce il turista che “sbarchi” nelle isole avvalendosi di un vettore autorizzato. Tra le due imposte si configura un rapporto di alternatività, vale a dire, il contribuente pagherà l’una o l’altra in linea con il noto principio del favor debitoris. Sono esentati dal versamento dell’imposta di sbarco i cittadini residenti nelle isole, coloro che esercitano attività lavorativa e gli studenti, in tal caso, infatti, prevale l’esigenza di non rendere maggiormente gravoso l’esercizio del diritto allo studio. Le altre prestazioni patrimoniali imposte Negli ultimi anni sono state introdotte nuove forme di prestazioni patrimoniali “imposte”. Si pensi, al ticket di accesso alla città di Venezia. Tale prestazione è entrata, non senza incertezze, nel nostro ordinamento, in quanto deroga ai due presupposti dell’imposta di soggiorno e di quella di sbarco, ovvero, il pernottamento in struttura e lo sbarco nelle isole. Il versamento della somma di denaro sarebbe, dunque, giustificato dalla particolare conformazione morfologica della città di Venezia che richiederebbe dei costi superiori a quelli richiesti per altre città. Ci si chiede, dunque, se la particolarità della situazione possa giustificare l’ingresso di una prestazione patrimoniale che deroghi ai presupposti tradizionali previsti per i tributi ambientali. Analoghe difficoltà si ravvisano in relazione al ticket di accesso alla fontana di Trevi, entrato in vigore poche settimane fa, con il precipuo fine di tutelare il bene culturale dotato di una forte vis attractiva. In tal caso, non si configura la necessità di tutelare l’ambiente, così come accade per il ticket di accesso alla città di Venezia, ma di proteggere il bene culturale, che rappresenta fonte di entrate economiche per la città. Al fine di evitare che la prestazione contrasti con i diritti fondamentali, sono esentate dal pagamento del ticket una serie di categorie: i residenti, i soggetti disabili, le guide turistiche. In tal caso, infatti, il prelievo deve essere bilanciato con la necessità di tutelare dei diritti fondamentali, come ad esempio, il diritto di abitazione, il diritto al lavoro, etc ... Conclusioni Il fisco, negli ultimi anni, ha assunto un ruolo contributivo al perseguimento di fini istituzionali come dimostrano le numerose imposte entrate in vigore. Diversamente, sussistono ancora delle criticità con riguardo al ticket di accesso alla città di Venezia o alla fontana di Trevi, i quali, sebbene abbiano finalità di tutela ambientale, non poggiano sui presupposti previsti ex lege per il configurarsi di prestazioni patrimoniali imposte. Nel caso, ad esempio, del ticket di accesso alla fontana di Trevi, tra l’altro, l’obiettivo è quello di tutelare un bene culturale e di limitare la pressione antropica che potrebbe arrecare un danno al suddetto bene. Ci si chiede, tuttavia, quale sia la natura di tale prestazione, in quanto, la scelta linguistica che si traduce nell’utilizzo del termine “ticket”, potrebbe ingenerare la convinzione che il pagamento sia correlato ad un servizio, circostanza che, in concreto, non si verifica. Ciò rischierebbe di aprire la strada verso l’ammissibilità di prestazioni “imposte”, presentate sotto forma di “ticket” che colpiscono presupposti diversi da quelli espressamente previsti dal legislatore nelle ipotesi di imposta di soggiorno e imposta di sbarco. |