Approvato lo “schema” del Testo Unico adempimenti e accertamento

24 Aprile 2026

Continua l’attività di sistematizzazione della disciplina tributaria, così come indicato dalla legge delega di riforma fiscale (l. 9 agosto 2023, n. 111).

In tale ottica si colloca l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, dello schema di decreto legislativo recante il testo Unico delle disposizioni legislative in materia di adempimento e accertamento.

Il documento si compone di 368 articoli contenenti la disciplina degli obblighi dichiarativi (tra cui le scritture contabili), l’anagrafe tributaria, il codice fiscale.

Un’ampia parte è dedicata anche alle nuove “tecnologie” nella prospettiva di una semplificazione amministrativa e di un efficientamento dell’azione impositiva.

Il Testo Unico, infatti, è lo strumento attraverso il quale dare piena attuazione anche ai nuovi sistemi di controllo fondati sugli algoritmi.

Come ad esempio, l’evasometro, oppure, l’algoritmo Ve. Ra (uno dei primi strumenti di implementazione del processo di digitalizzazione).

I “nuovi” accertamenti, che trovano cittadinanza nel Testo Unico, sono quelli fondati sull’analisi del rischio fiscale, i quali non sottopongono a controllo una massa indistinta di contribuenti, ma solo quelli che adottino delle condotte dalle quali emergano “indizi di condotta fiscalmente rilevante”.

L’obiettivo di tale tipo di accertamenti è “ottimizzare” le risorse umane e materiali, indirizzandole verso le condotte maggiormente a rischio (nell’ottica della cd. amministrazione di risultato).

Una parte del Testo Unico è dedicata alle forme di “adempimento collaborativo”, ovvero, alla tassazione consensuale in linea con un altro obiettivo prefissato dalla riforma fiscale: l’adempimento spontaneo da parte del contribuente.

In tale ottica si colloca il concordato preventivo biennale che consente all’Ufficio e al contribuente di “concordare” le somme da versare a titolo di imposta per i successivi due anni.

Ampio spazio è dedicato al tradizionale istituto dell’interpello nelle diverse forme già previste nei provvedimenti ad oggi vigenti tra cui l’interpello per nuovi investimenti.

Tra gli strumenti utili a favorire un adempimento collaborativo, si ravvisa anche l’accertamento con adesione e gli strumenti di risoluzione delle controversie alternativi al giudizio ordinario, la cui disciplina è contenuta all’interno del Testo Unico.

L’ultima parte del documento in esame è dedicata alle disposizioni transitorie e finali.

L’attività posta in essere con il Testo Unico, infatti, non è solo quella di sistematizzare la disciplina, ma anche quella di “abrogare” le disposizioni e gli istituti non più compatibili o non più in uso.

In conclusione il Testo Unico favorisce: l’armonizzazione della disciplina tributaria, l’attualizzazione della norma rispetto ai mutamenti che si sono conseguiti negli ultimi anni (come nel caso della digital era) e il rafforzamento del principio di certezza del diritto e del legittimo affidamento.

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