Stop europeo per gli abusi su cani e gatti

La Redazione
29 Aprile 2026

L’Unione europea introduce il primo quadro normativo organico su allevamento, tracciabilità e commercio di cani e gatti. Obbligo di microchip e registrazione, divieti su pratiche dannose e nuove regole per importazioni mirano a contrastare abusi e mercato illecito, rafforzando la tutela del benessere animale.

Con un’ampia maggioranza (558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni), il Parlamento europeo ha approvato il primo regolamento organico volto a disciplinare allevamento, detenzione, tracciabilità e commercio di cani e gatti nell’Unione. Il provvedimento, frutto dell’accordo con il Consiglio, segna un passaggio rilevante verso l’armonizzazione degli standard di benessere animale, finora frammentati a livello nazionale.

Fulcro della riforma è l’introduzione dell’obbligo generalizzato di identificazione mediante microchip e registrazione in banche dati nazionali interoperabili. Gli operatori professionali – allevatori, venditori e rifugi – avranno quattro anni per adeguarsi, mentre per i proprietari privati non coinvolti in attività commerciali i termini saranno più lunghi: dieci anni per i cani e quindici per i gatti.

Il regolamento interviene inoltre sulle pratiche di allevamento, vietando accoppiamenti consanguinei (tra genitori e figli, fratelli o altri gradi di parentela) e la selezione genetica finalizzata a caratteristiche fisiche estreme suscettibili di compromettere la salute degli animali. Sono altresì proibite mutilazioni a fini estetici o competitivi, l’uso di collari coercitivi privi di dispositivi di sicurezza e la detenzione tramite legatura, salvo esigenze veterinarie.

Particolare attenzione è riservata ai flussi transfrontalieri. Per contrastare l’elusione delle regole sul commercio, l’ambito applicativo viene esteso anche ai movimenti non commerciali: gli animali provenienti da Paesi terzi dovranno essere microchippati prima dell’ingresso e registrati successivamente, mentre i proprietari saranno tenuti alla preregistrazione almeno cinque giorni prima dell’arrivo.

La relatrice Veronika Vrecionová ha sottolineato la portata sistemica della riforma, evidenziando come le nuove norme intendano colpire il mercato illecito e garantire condizioni eque per gli operatori.

Il testo è ora atteso all’adozione formale del Consiglio. Il contesto è segnato da un mercato in forte espansione (1,3 miliardi di euro annui) e da una crescente sensibilità sociale: il 74% dei cittadini europei chiede maggiori tutele per gli animali domestici.