Gli incentivi fiscali previsti nel Decreto lavoro
30 Aprile 2026
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione, di rinnovo dei contratti e di contrasto al caporalato generale. Il provvedimento contiene anche una serie di disposizioni di carattere fiscale funzionali ad incrementare il livello di occupazione sul territorio, in particolare con riguardo alle categorie che versino in maggiore difficoltà. In tale ottica, si collocano gli sgravi contributivi in favore dei datori di lavoro che decidano di assumere “a tempo indeterminato” lavoratrici donne svantaggiate. Il predetto esonero contributivo è pari al 100% per i primi ventiquattro mesi dall’assunzione. Un bonus speciale è riservato anche alle piccole imprese che assumano nella Zona economica speciale (sud Italia e Isole), lavoratori che abbiano una età inferiore a trentacinque anni che siano disoccupati da almeno due anni. Si cerca, dunque, di far fronte ad una duplice esigenza: sostenere le donne che abbiano maggiori difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e offrire supporto alle zone che necessitano di maggiori incentivi per svilupparsi economicamente. Oltre che in favore delle donne, il decreto contiene previsioni di “favore” anche nei confronti dei datori di lavoro che assumano personale non dirigenziale di età inferiore ai trentacinque anni. Anche in tal caso l’esonero è pari al 100%, Sgravi contributivi sono previsti anche in favore dei datori di lavoro che contribuiscano alla eliminazione del precariato “stabilizzando” i lavoratori che abbiano stipulato contratti a termine, per personale che abbia una età inferiore ai trentacinque anni che in precedenza non abbia avuto una stabile occupazione. Tali “benefici fiscali”, però, sono riservati solo ai datori di lavoro che applichino ai loro dipendenti un “salario giusto”, a garanzia del diritto di ogni lavoratore a percepire una giusta retribuzione (art. 48 Cost.) che gli consenta di vivere una vita libera e dignitosa. Il Decreto prosegue l’attività, già intrapresa in passato con le leggi di bilancio, di decontribuzione in favore dei datori di lavoro che “contribuiscano” alla assunzione di personale (più svantaggiato), in linea con il principio di sussidiarietà orizzontale. I datori di lavoro, infatti, godono di incentivi fiscali, perché contribuiscono al perseguimento di fini istituzionali (diritto al lavoro), operando in via “ausiliaria” rispetto al fisco. Il decreto è espressione del profondo cambiamento del fisco, il quale da autoritario è divenuto collaborativo, ovvero, la sua azione è funzionale al raggiungimento di fini istituzionali, non limitandosi più alla mera riscossione delle imposte. L’obiettivo del provvedimento in esame è, dunque, “stabilizzare” i lavoratori con contratti a termine, creare posti di lavoro in favore delle categorie più svantaggiate, da cui deriva anche una maggiore capacità contributiva, alias maggiori entrate, utili al sostentamento delle spese statali. Sebbene, infatti, lo sgravio contributivo implichi minori entrate per lo Stato, in via prospettica, invece, attraverso le nuove assunzioni, tale incentivo può rappresentare un presupposto per maggiori entrate. |