Pacchetto infrazioni UE aprile 2026: Stati membri sotto pressione
04 Maggio 2026
Con il pacchetto infrazioni di aprile 2026, la Commissione europea conferma il ruolo centrale della procedura di infrazione quale strumento di garanzia dell’effettività del diritto dell’Unione, attivando un ampio ventaglio di azioni nei confronti degli Stati membri inadempienti. Le decisioni adottate, articolate per settori, evidenziano criticità diffuse nell’attuazione del diritto UE e ribadiscono la funzione sistemica del controllo sovranazionale. In materia ambientale, particolare rilievo assume l’avvio della procedura contro la Polonia per il deterioramento dell’ecosistema del fiume Oder, in violazione di plurime direttive, tra cui la direttiva quadro sulle acque e le direttive Habitat e Uccelli. Analogamente, l’Italia è destinataria di una lettera di costituzione in mora per il non corretto recepimento della direttiva sull’acqua potabile, con specifiche carenze relative alla valutazione del rischio e alla tutela delle categorie vulnerabili. Sul piano del mercato interno, la Commissione censura misure nazionali discriminatorie, come i regimi di prezzo del carburante in Ungheria e Slovacchia, ritenuti incompatibili con le libertà fondamentali del TFUE, nonché il sistema francese di certificazione del biometano, considerato restrittivo della libera circolazione dei beni. Rilevanti anche le contestazioni alla Spagna in tema di ritardi nei pagamenti, in contrasto con l’interpretazione della Corte di giustizia. Numerosi deferimenti alla Corte di giustizia confermano l’aggravarsi di alcune violazioni: tra questi, il caso della Spagna per il mancato trattamento delle acque reflue urbane e quello di diversi Stati membri per l’omesso recepimento della direttiva sulla resilienza dei soggetti critici. Nel settore giustizia e affari interni, emergono criticità nel recepimento delle direttive antiriciclaggio e nel rispetto delle garanzie processuali, mentre in ambito fiscale e della concorrenza si segnalano violazioni dei principi di non discriminazione e libertà di stabilimento. Nel complesso, il pacchetto evidenzia una crescente attenzione della Commissione verso l’uniformità applicativa del diritto UE, con un uso incisivo e progressivo degli strumenti procedurali – dalla lettera di costituzione in mora fino al deferimento alla Corte – a tutela dell’integrità dell’ordinamento europeo e del mercato unico. |