Frodi IVA: il Consiglio UE rafforza la cooperazione investigativa
07 Maggio 2026
L’intervento normativo modifica il regolamento (UE) n. 904/2010 sulla cooperazione amministrativa nel settore IVA e si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento degli strumenti europei di tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Il nuovo assetto consentirà all’EPPO e all’OLAF di accedere in modo più diretto alle informazioni sulle transazioni commerciali transfrontaliere, incluse quelle custodite da Eurofisc, la rete europea di cooperazione antifrode in materia di IVA. L’obiettivo è potenziare la capacità delle autorità investigative europee di individuare tempestivamente schemi fraudolenti complessi, in particolare le cosiddette “frodi carosello” o frodi intracomunitarie dell’operatore inadempiente, frequentemente riconducibili a gruppi criminali organizzati. Secondo i dati richiamati dalla Commissione europea, le frodi IVA transfrontaliere determinano ogni anno perdite comprese tra 12,5 e 32,8 miliardi di euro a danno dei bilanci nazionali e del bilancio dell’UE. In tale contesto, il Consiglio sottolinea come il rafforzamento dello scambio informativo tra autorità fiscali e organismi investigativi europei rappresenti uno strumento essenziale per accelerare le indagini e garantire una risposta repressiva più efficace. Sul piano operativo, il regolamento mira a migliorare il coordinamento tra i diversi attori coinvolti nelle indagini, favorendo una più rapida circolazione dei dati e una maggiore interoperabilità tra le strutture europee competenti. Secondo il Consiglio, ciò contribuirà anche a garantire condizioni di concorrenza più eque per le imprese che operano nel rispetto delle regole fiscali dell’Unione. La proposta si collega inoltre al percorso di digitalizzazione degli obblighi IVA già avviato dall’UE, che prevede entro il 2030 la completa digitalizzazione degli adempimenti dichiarativi per le operazioni transfrontaliere tra imprese. Tale evoluzione dovrebbe ulteriormente rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto delle frodi fiscali. Il testo dovrà ora essere sottoposto al parere del Parlamento europeo, previsto per luglio 2026, prima dell’adozione formale da parte del Consiglio. L’entrata in vigore del regolamento è fissata a venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. |