Direttiva 2026/1021: il nuovo volto dell’anticorruzione europea

La Redazione
11 Maggio 2026

Con la Direttiva (UE) 2026/1021 del 29 aprile 2026, l’Unione europea compie un significativo salto di qualità nella lotta alla corruzione, sostituendo la decisione quadro 2003/568/GAI e la convenzione relativa alla corruzione dei funzionari europei e nazionali. L’obiettivo dichiarato è uniformare le discipline penali degli Stati membri e rafforzare la cooperazione transfrontaliera attraverso un modello repressivo e preventivo più incisivo.

La direttiva amplia sensibilmente il catalogo dei reati. Accanto alle tradizionali ipotesi di corruzione attiva e passiva nel settore pubblico e privato, vengono tipizzate nuove fattispecie, tra cui l’appropriazione indebita da parte del funzionario pubblico, il traffico di influenze, l’esercizio illecito di funzioni pubbliche, l’intralcio alla giustizia, l’arricchimento mediante reato di corruzione e l’occultamento dei proventi illeciti. Particolare rilievo assume l’estensione della nozione di “funzionario pubblico”, che ricomprende anche soggetti operanti presso organizzazioni internazionali, imprese pubbliche e soggetti privati investiti di funzioni pubblicistiche.

Sul piano sanzionatorio, il legislatore europeo impone pene detentive massime non inferiori a cinque anni per le ipotesi più gravi di corruzione pubblica e introduce un sistema particolarmente severo per le persone giuridiche. Le società potranno essere assoggettate a sanzioni pecuniarie fino al 5% del fatturato mondiale annuo o, in alternativa, fino a 40 milioni di euro, oltre a misure interdittive quali esclusione dagli appalti pubblici, revoca di autorizzazioni e liquidazione giudiziale.

La direttiva valorizza inoltre gli strumenti di compliance aziendale, prevedendo circostanze attenuanti per gli enti che abbiano adottato efficaci programmi interni di prevenzione della corruzione e che collaborino tempestivamente con le autorità. Parallelamente, vengono rafforzati i meccanismi di protezione dei whistleblower, richiamando espressamente la direttiva (UE) 2019/1937.

Non meno innovativa è la dimensione preventiva. Gli Stati membri saranno tenuti ad adottare strategie nazionali anticorruzione, istituire organismi specializzati indipendenti, svolgere valutazioni periodiche dei settori maggiormente esposti al rischio corruttivo e promuovere standard elevati di trasparenza nella pubblica amministrazione.

Il recepimento dovrà avvenire entro il 1° giugno 2028, mentre le misure relative alle strategie nazionali dovranno essere attuate entro il 2029.