Tassazione dei risarcimenti d’impresa tra competenza e capacità contributiva

La Redazione
14 Maggio 2026

La Corte di Giustizia Tributaria di Potenza, con sentenza 122/2026, annulla un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate aveva qualificato come sopravvenienza attiva tassabile un risarcimento danni da lodo arbitrale, relativo alla vendita sottocosto di un compendio immobiliare. La Corte valorizza i principi di competenza economica e capacità contributiva, escludendo l’imponibilità in assenza di effettiva disponibilità giuridica della somma. 

In tema di reddito d’impresa, i componenti positivi concorrono alla formazione della base imponibile solo nel periodo d’imposta in cui risultano certi, determinabili e giuridicamente esigibili, ai sensi del principio di competenza economica di cui all’art. 109 TUIR, coordinato con il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 Cost. 

Ne consegue che il risarcimento danni riconosciuto all’impresa, a seguito di lodo arbitrale, per la perdita di valore di beni patrimoniali (nella specie, compendio immobiliare ceduto a prezzo ritenuto inferiore al valore di mercato) non è imponibile nell’esercizio in cui è pronunciato il lodo qualora la relativa somma non sia stata incassata, il credito sia oggetto di contestazione o di iniziative giudiziarie di recupero e, quindi, manchi una effettiva disponibilità giuridica del relativo importo. In tale ipotesi, il componente positivo assume natura di plusvalenza patrimoniale ai sensi dell’art. 86, comma 1, lett. b), TUIR e concorre alla formazione del reddito solo al momento dell’effettivo conseguimento, non potendo l’iscrizione contabile del credito, di per sé sola, integrare il presupposto impositivo né costituire autonoma manifestazione di capacità contributiva.   

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