Protezione degli adulti vulnerabili: intesa tra Consiglio e Parlamento UE
13 Maggio 2026
L’intervento normativo mira a garantire maggiore certezza giuridica alle persone che necessitano di protezione o supporto decisionale — come soggetti affetti da Alzheimer o da altre patologie connesse all’età — quando siano coinvolti più ordinamenti nazionali dell’Unione europea. La riforma si inserisce nel quadro del progressivo coordinamento europeo delle regole di diritto internazionale privato in materia di protezione degli adulti e si ispira ai principi della Convenzione dell’Aja del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti. Obiettivo dichiarato del legislatore europeo è assicurare che i diritti, la volontà e le preferenze della persona vulnerabile siano rispettati anche nell’ambito della mobilità intra-UE, fenomeno destinato a crescere in parallelo con l’invecchiamento della popolazione europea. Il regolamento individua criteri uniformi per stabilire quale autorità giurisdizionale sia competente ad adottare misure di protezione nei casi transfrontalieri. La competenza continuerà a fondarsi, in linea generale, sulla residenza abituale dell’adulto interessato, ma il nuovo testo valorizza anche ulteriori elementi di collegamento, quali la nazionalità o la localizzazione dei beni. Di particolare rilievo appare la possibilità riconosciuta all’adulto di scegliere il giudice competente, purché sussista un legame significativo con lo Stato designato. Uno dei profili più innovativi riguarda il riconoscimento automatico delle misure di protezione adottate in un altro Stato membro. Il regolamento prevede infatti che le decisioni e gli atti rilevanti — inclusi gli atti notarili — producano effetti negli altri ordinamenti europei senza necessità di ulteriori procedure, salvo limitate eccezioni legate, ad esempio, alla violazione del diritto dell’interessato a essere ascoltato. Particolare attenzione è dedicata anche alla “collocazione” dell’adulto vulnerabile, nozione che comprende le decisioni relative al luogo di residenza o all’ammissione presso strutture assistenziali situate in un diverso Stato membro. Le autorità competenti dovranno valutare prioritariamente l’interesse della persona e rispettarne volontà e preferenze, pur lasciando agli Stati la possibilità di opporsi al trasferimento sul proprio territorio quando non condividano le ragioni sottese alla misura. Il testo introduce inoltre un nuovo “certificato europeo di supporto e rappresentanza”, destinato a facilitare la prova dei poteri attribuiti ai rappresentanti degli adulti vulnerabili nei rapporti transfrontalieri. L’accordo dovrà ora essere formalmente approvato dai co-legislatori europei. Il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, mentre la sua applicazione decorrerà progressivamente dopo ventiquattro mesi. |