Aprile 2026: collegamento societario, conflitto di interesse del socio, aggiudicazione dell’azienda della fallita
La Redazione
13 Maggio 2026
Questo mese si segnalano le pronunce della Corte di cassazione in tema, tra l'altro, di collegamento societario esterno, soci in conflitto di interessi, delitto di corruzione fra privati, legittimazione processuale della società cancellata nel fallimento, accantonamento nel riparto fallimentare, provvisoria aggiudicazione dell’azienda della società fallita, responsabilità degli enti da reato, fallimento dell’impresa agricola.
L’accertamento del collegamento societario esterno non basta per dimostrare l’esistenza del gruppo
Cass. civ., sez. trib., 13 aprile 2026, n. 9260
In tema di società collegate, ai sensi dell'art. 2359, comma 3, c.c., il collegamento societario esterno richiede l'accertamento dell'esercizio effettivo di un'influenza notevole da parte di una delle società sulle decisioni assembleari strategiche dell'altra che non si può desumere solo dal rapporto di parentela o di affinità tra soggetti che siano soci di società diverse e l'accertamento di tale collegamento societario, comunque, non vale a far presumere, ai sensi dell'art. 2497 sexies c.c., l'esistenza di un gruppo societario che richiede la prova rigorosa dell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento da parte della società capogruppo sulle altre consociate, attraverso la dimostrazione dell'esistenza di ben precisi ed individuati atti di indirizzo della loro gestione.
Delitto di corruzione fra privati
Cass. Pen., sez. V, c.c. 15 gennaio 2026 (dep. 14 aprile 2026), n. 13515
Ai fini della sussistenza del reato di corruzione fra privati di cui all’art. 2635 c.c., il mancato rispetto dell'obbligo di fedeltà è presupposto sufficiente, ai fini della punibilità del reato, quando sia strumentale all'ottenimento di una controprestazione non dovuta in base agli accordi negoziali intercorsi tra l’intraneo e l'ente di riferimento, né rileva la "modalità" concretamente adottata nel disattendere i propri doveri; il patto illecito è lesivo dell'obbiettivo di preservare l'ente da tutte le potenziali distorsioni che si annidano nei comportamenti che, per la loro natura e le loro conseguenze, appaiano in contrasto con i doveri connessi all'inserimento del lavoratore nella struttura e nell'organizzazione dell'impresa o creino situazioni di conflitto con le finalità e gli interessi dell'impresa
Fallimento dell’impresa agricola e onere della prova dell'attività commerciale
Cass. civ., sez. I, 14 aprile 2026, n. 9577
La sottrazione dell'impresa agricola al fallimento (ed ora alla liquidazione giudiziale) non può essere intesa nel senso che lo svolgimento di un'attività agricola pone al riparo dal fallimento d'impresa che svolga, nel contempo, anche un'attività di carattere commerciale (Cass. sez. 1, 4/4/2023, n. 9308; Cass., n. 5342 del 2019), quantomeno se la stessa è svolta in misura prevalente rispetto a quella agricola.
Compete a chi sollecita la dichiarazione di fallimento di un imprenditore agricolo allegare e dimostrare, quale fatto costitutivo, l'esistenza di un'attività commerciale che si affianchi all'attività agricola affinché sia possibile constatare la sussistenza del presupposto soggettivo per l'assoggettamento alla liquidazione giudiziale (Cass. n. 17343 del 2017).
Grava, invece, su chi invoca l'esenzione dalla liquidazione giudiziale, assumendo la sussistenza delle condizioni per ricondurre l'attività commerciale svolta nell'ambito dell'art. 2135, comma terzo c.c., sia ai sensi dell'art. 2697, secondo comma, c.c., sia in applicazione del generale principio di vicinanza alla prova, il corrispondente onere probatorio di tale fatto impeditivo, sicché, in assenza di prova di tale causa esimente, "soccombe il soggetto che appaia rientrare, secondo i dati acquisiti nell'istruttoria prefallimentare, nel novero degli imprenditori commerciali.
Invalidità della delibera assembleare: conflitto di interesse del socio e dannosità per la società
Cass. civ. sez. I, 14 aprile 2026, n. 9492
Nel giudizio di impugnazione ex art. 2479-ter, secondo comma, c.c., ai fini dell’accoglimento della domanda, l’attore deve allegare e dimostrare la contemporanea sussistenza del conflitto di interesse del socio il cui voto è stato determinante per l’approvazione della decisione e la dannosità della deliberazione per la società (anche Cass. civ., sez. I, 14 aprile 2026, n. 9500).
Cancellazione della società e legittimazione processuale nel fallimento
Cass. civ., sez. I, 15 aprile 2026, n. 9602
La società cancellata dal registro delle imprese conserva, ai sensi dell'art. 10 l. fall., la capacità di stare in giudizio nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, nelle fasi impugnatorie e nella successiva procedura concorsuale, la quale ha ad oggetto la sua insolvenza e i rapporti attivi e passivi ad essa riferibili, potendo altresì produrre effetti nei confronti degli amministratori e dei terzi coinvolti nei rapporti patrimoniali, anche ai fini di azioni di responsabilità o di revocatoria.
Accantonamento nel riparto fallimentare e ricorso straordinario
Cass. civ., sez. I, 16 aprile 2026, n. 9752
In tema di riparto fallimentare, il decreto del tribunale emesso in sede di reclamo avverso il provvedimento del giudice delegato che si limiti a confermare l'accantonamento di somme in favore di un credito ammesso al passivo, senza definire il conflitto tra creditori concorrenti sulla spettanza della somma e lasciando impregiudicata la possibilità di future istanze di assegnazione, non ha carattere né decisorio né definitivo e non è pertanto impugnabile con ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. È invece ricorribile ex art. 111, comma 7, Cost. il decreto del tribunale che, in sede di approvazione del piano di riparto parziale o finale, disponga il pagamento di una somma in favore di un determinato creditore, rigettando la contrapposta richiesta di altro creditore di accantonare la medesima somma, poiché tale provvedimento, definendo in via definitiva la controversia tra le contrapposte pretese creditorie, presenta i requisiti della decisorietà e della definitività richiesti per l'accesso al controllo di legittimità.
Società fallita: reclamo avverso il provvedimento che dichiara la decadenza dalla provvisoria aggiudicazione dell’azienda
Cass. civ., sez. I, 16 aprile 2026, n. 9759
In tema di provvisoria aggiudicazione dell’azienda della società fallita e reclamo ex art. 26 l. fall. avverso il provvedimento che ne dichiara la decadenza, l’interesse al reclamo insorge soltanto quando la lesione al diritto dell’aggiudicatario sia concreta, attuale e diretta, frutto della aggiudicazione al terzo titolare della prelazione prima astrattamente richiamata e poi concretamente attribuita.
Cancellazione dal Registro delle imprese e responsabilità degli enti da reato
Cass. pen., sez. II, 17 aprile 2026, n. 16218
Il disposto dell'art. 2495, comma 2, c.c. prevede un meccanismo di portata generale, che - in tema di responsabilità degli enti da reato - non consente di distinguere gli effetti derivanti dalla cancellazione c.d. "fisiologica" da quella c.d. "fraudolenta". La cancellazione dal Registro delle imprese comporta l'estinzione irreversibile della societas e, dunque, ha effetti equiparabili alla morte del reo.
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Sommario
L’accertamento del collegamento societario esterno non basta per dimostrare l’esistenza del gruppo
Fallimento dell’impresa agricola e onere della prova dell'attività commerciale
Invalidità della delibera assembleare: conflitto di interesse del socio e dannosità per la società
Cancellazione della società e legittimazione processuale nel fallimento
Società fallita: reclamo avverso il provvedimento che dichiara la decadenza dalla provvisoria aggiudicazione dell’azienda
Cancellazione dal Registro delle imprese e responsabilità degli enti da reato