La Commissione Finanze esprime parere favorevole al Testo Unico delle imposte sui redditi

15 Maggio 2026

Arriva, puntuale, il parere favorevole della Commissione Finanze sullo schema del d.lgs. recante il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.

Preliminarmente, occorre evidenziare che tra i principali obiettivi della riforma fiscale vi è quello di ridurre la disarmonia del sistema tributario, caratterizzato da un profluvio di norme contenute, tra l’altro, in altrettanti numerosi provvedimenti, che disorientano i contribuenti.

In tal modo il diritto non assolve alla sua naturale funzione “di indirizzo”.

La riduzione della frammentarietà del sistema e l’intellegibilità della norma tributaria rappresentano strumenti attraverso i quali ridurre la naturale asimmetria tra Amministrazione finanziaria e contribuente.

Una frammentarietà del sistema, invece, implica un dispendio di tempo per il contribuente che deve ricercare la disciplina applicabile e come effetto quello di pregiudicare il “patto di convivenza” stipulato tra amministrazione finanziaria e contribuente.

In tal senso, si colloca l’art. 21 della legge 9 agosto 2023, n. 111, il quale prescrive la delega al Governo ad adottare, entro 12 mesi dalla entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riordino organico delle disposizioni mediante l’adozione di Testi Unici.

  Il testo Unico, su cui la Commissione Finanze, ha espresso parere favorevole, è composto da 376 articoli e punta a riorganizzare in modo organico la disciplina tributaria, agevolando non soltanto gli operatori del settore che non devono più ricercare la disciplina in fonti differenti, ma anche i contribuenti, troppo spesso disorientati dalla frammentazione del sistema tributario.

D’altronde, un diritto “frammentato”, è anche più difficile da attuare.

Pertanto, la chiarezza normativa, l’intellegibilità e la razionalizzazione delle norme è il primo passo verso il raggiungimento di un equilibrio tra fisco e contribuente.

La Parte I del Testo è dedicata all’IRPEF, la Parte II all’IRES e la Parte III alle disposizioni transitorie e ai regimi speciali.

Il Testo ospita le novità in tema di aliquote Irpef (ridotte a tre) e gli interventi normativi relativi alle deduzioni e detrazioni fiscali.

Ampio spazio è dedicato anche al concordato preventivo biennale e alle modalità di adesione alla tassazione consensuale.

  Oltre alla disciplina degli elementi essenziali dell’imposta, il testo unico contiene delle disposizioni relative ad adempimenti e versamenti.

 La disciplina dell’accertamento sarà, invece, contenuta in specifici Testi Unici, anch’essi all’esame della Commissione Finanze.

Inizialmente l’entrata in vigore dei predetti testi unici era prevista per gennaio 2026.

Tale termine è stato oggetto di proroga come risulta del decreto milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 dicembre 2025 che, all’art. 3, rubricato «Proroga di termini in materie di competenza del ministero dell’economia e delle finanze» ha prorogato l’entrata in vigore dei Testi Unici per gennaio 2027.

Tale proroga rende maggiormente difficoltoso il perseguimento dell’obiettivo primario della riforma fiscale di una tassazione collaborativa, se si tiene conto del fatto che l’armonia del sistema rafforza la fiducia dei contribuenti nel potere impositivo.

Dopo aver acquisito il parere favorevole della Commissione Finanze, il Governo dovrà recepire le eventuali osservazioni e procedere all’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.