Il Senato approva la fiducia al Decreto Fiscale 2026
18 Maggio 2026
Il decreto fiscale si presenta come un provvedimento multilivello che muove dalla esigenza di alleggerire il carico tributario dei contribuenti e contestualmente di perseguire fini costituzionali. In tale ottica si collocano le disposizioni attinenti alla possibilità per i contribuenti di rottamare i debiti dovuti all’erario. In particolare, per quanto riguarda la rottamazione quater, il Decreto prevede la possibilità di aderire ad essa in favore di tutti i contribuenti che non avevano versato le rate di novembre 2025 e febbraio 2026. Qualora i contribuenti procedessero al saldo entro il 31 maggio, essi potrebbero rientrare nel piano agevolato senza perdere i benefici ab origine accordati. Per quanto riguarda la rottamazione quinques è stata prevista l’estensione anche ai tributi locali e alle casse professionali che abbiano scelto di aderire. Nell’ottica “cooperativa” si colloca, in favore delle aziende rimaste in “lista d’attesa” nel 2025 a causa dell’esaurimento fondi, il riconoscimento di un credito d’imposta (Transizione 5.0), ad esempio, per gli investimenti effettuati per l’acquisto di beni strumentali. Tale misura è, di certo, la dimostrazione della natura “premiale” rivestita dal fisco nell’ultimo periodo che “agevola” i contribuenti che concorrano al progresso materiale della società (nella fattispecie che concorrano allo sviluppo sostenibile). Parimenti, lo Stato esercita una funzione complementare rispetto all’attività produttiva del privato imprenditore. Un altro degli interventi più significativi del decreto fiscale 2026 è la sospensione fino al 30 giugno 2026 della tassa sui mini pacchi (extra Ue), questione che per settimane è stata al centro del dibattito politico e sociale. La tassa sui mini pacchi (si tratta di un contributo fisso di due euro per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro), infatti, ha suscitato molteplici perplessità legate, in particolare, al rischio che l’imposizione possa pregiudicare le imprese che si occupano di spedizioni di pacchi di ridotte dimensioni, con conseguente flessione della domanda da parte dei consumatori. Ebbene, il decreto sospende temporaneamente l’imposizione, anche in relazione all’entrata in vigore del dazio delle dogane (per evitare la cd. doppia imposizione), cercando, dunque, di “armonizzare” il sistema impositivo nazionale con quello europeo. Merita (più di una) riflessione la cd. tassazione agevolata al 15% per le maggiorazioni legate a lavoro notturno, festivo e turni, oltre a sgravi sui rinnovi contrattuali per i redditi fino a 33.000 euro. Tali misure, operano a riprova della necessità di valorizzare il lavoro attraverso il riconoscimento di premi in favore dei lavoratori “maggiormente produttivi”, ovvero, che prestino servizio anche in via straordinaria (come nel caso dei giorni festivi). Nella stessa ottica si colloca lo sgravio contributivo per i rinnovi contrattuali, ulteriore espressione della esigenza di “valorizzare” la produttività e, allo stesso, tempo di incrementare la capacità contributiva. Al fine di incentivare lo sport e i suoi profili valoriali è stata prevista una esenzione totale della ritenuta per i premi agli atleti dilettanti fino a trecento euro annui. Si rammenta, a tal proposito, che lo sport è stato inserito da qualche anno all’interno della Carta Costituzionale (art. 33 Cost.), assurgendo così a valore meritevole di tutela anche attraverso l’ausilio di strumenti fiscali. Ogni intervento, dunque, opera nell’ottica di una valorizzazione delle attività sportive. All’interno del Decreto fiscale è stato inserito anche il Decreto carburanti bis, il quale ha rideterminato temporaneamente le aliquote per contenere il prezzo finale dei carburanti. Sempre nell’ottica agevolativa e di lotta al rincaro si inseriscono le disposizioni “agevolative”, in favore degli autotrasportatori che possono beneficiare di un credito di imposta per compensare l’aumento dei costi rispetto allo scorso anno. Di rilievo sono anche gli interventi previsti in tema di concordato preventivo biennale, con la previsione di una proroga del termine per aderire. È, inoltre, prevista la tassazione agevolata, laddove si prevede che se il reddito prodotto risulti superiore a quanto prospettato nel concordato preventivo biennale, l’eccedenza non sarà tassata secondo le aliquote ordinarie, ma con una imposta sostitutiva fissa. Alcuni interventi riguardano anche le “cause straordinarie” che possono determinare una decadenza dal concordato, ciò anche in ragione del fatto che il concordato preventivo biennale, si presenta come un accordo stipulato, “in via prospettica”, tra Ufficio e contribuente che, in nessun caso, può condurre ad un prelievo superiore alla capacità contributiva dell’interessato. Si rammenta, a tal proposito, che l’obiettivo non è la mera imposizione, ma la giusta imposizione e a tale regola non si può in nessun modo derogare, neppure, se ci si trovi dinnanzi a schemi nuovi e non tradizionali. Qualora, inoltre, il contribuente abbia commesso errori formali nella dichiarazione o nel concordato, potrà correggere la propria posizione senza incorrere nel rischio di decadere dal beneficio. È, infine, transitato nel Decreto fiscale, anche il Decreto carburanti che prevede numerosi tagli alle accise su benzina gasolio e gpl, al fine di contribuire alla lotta all’aumento dei prezzi che può gravare, oltremodo, sulle famiglie e introduce un credito d'imposta straordinario del 20% per le imprese agricole e della pesca per l'acquisto di carburante effettuato a marzo 2026. |