Il Decreto fiscale 2026 è legge

21 Maggio 2026

 Dopo il Senato anche la Camera dei Deputati ha approvato il Decreto fiscale con 132 voti favorevoli e 81 contrari.

Si tratta di un provvedimento multilivello che comprende gli aspetti sostanziali e procedimentali del sistema tributario.

Non mancano, tuttavia, anche disposizioni attinenti alle “nuove” tasse, come ad esempio, la famigerata tassa sui minipacchi.

Ma andiamo per gradi, analizzando i principali interventi contenuti nel Decreto.

In primis, si segnala la rottamazione quater, il Decreto prevede la possibilità di aderire ad essa in favore di tutti i contribuenti che non avevano versato le rate di novembre 2025 e febbraio 2026.

Qualora i contribuenti procedessero al saldo entro il 31 maggio, essi potrebbero rientrare nel piano agevolato senza perdere i benefici ab origine accordati.

Per quanto riguarda la rottamazione quinques è stata prevista l’estensione anche ai tributi locali e alle casse professionali che abbiano scelto di aderire.

Ampio spazio nel decreto è dedicato anche alla tassazione consensuale, ovvero, al concordato preventivo biennale, che consente al contribuente di “concordare” con l’Ufficio la somma da versare, con la previsione di una proroga del termine per aderire.

È, inoltre, previsto che se il reddito prodotto risulti superiore a quanto prospettato nel concordato preventivo biennale, l’eccedenza non sarà tassata secondo le aliquote ordinarie, ma con una imposta sostitutiva fissa.

Nell’ottica della valorizzazione dello sport, entrato in Costituzione da pochi anni, il provvedimento in esame ha previsto l’esenzione totale della ritenuta per i premi agli atleti dilettanti fino a trecento euro annui.

Il decreto fiscale è apparso, sin da subito, non solo come strumento di tutela e rafforzamento del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente, ma anche di valorizzazione dell’attività lavorativa, in ossequio al principio costituzionale di tutela del lavoro (art. 1 Cost.). In tale ottica si colloca la cd. tassazione agevolata al 15% per le maggiorazioni legate a lavoro notturno, festivo e turni, oltre a sgravi sui rinnovi contrattuali per i redditi fino a 33.000 euro. Tali misure, operano a riprova della necessità di valorizzare il lavoro attraverso il riconoscimento di premi in favore dei lavoratori che esercitino l’attività anche nei giorni festivi. Nella stessa ottica si colloca lo sgravio contributivo per i rinnovi contrattuali, in tal caso, si punta a perseguire una duplice finalità: supportare gli imprenditori che decidano di assumere nuovi lavoratori e incrementare il flusso di capacità contributiva.  

Di particolare rilevanza è, poi, la sospensione fino al 30 giugno 2026 della tassa sui mini pacchi (extra Ue). La tassa (si tratta di un contributo fisso di due euro per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro), sin da subito, ha generato dubbi applicativi, in particolare, correlati al rischio che l’imposizione possa arrecare un pregiudizio a carico delle imprese che si occupano di spedizioni di pacchi di ridotte dimensioni. Ebbene, il decreto sospende temporaneamente l’imposizione, anche in relazione all’entrata in vigore del dazio delle dogane (per evitare la cd. doppia imposizione). Si tenta, dunque, di “armonizzare” la tassa sui minipacchi con le previsioni eurounitarie.

Sempre nell’ottica di una “contribuzione” tra fisco e impresa, il decreto prevede un credito di imposta per tutte le imprese che non siano rientrate nel Piano di transizione 5. 0. In tal modo, l’impresa diviene “contributiva” al perseguimento dei fini istituzionali, quali, appunto, la transizione ecologica. Quest’ultima, infatti, è tra gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, al pari della transizione digitale. Ciò significa che gli sforzi e gli strumenti da mettere in campo devono essere quelli più idonei al perseguimento dei predetti obiettivi.

Continua, inoltre, il sostegno all’agricoltura con l’introduzione di un credito di imposta pari al 20% per le spese sostenute per l’acquisto del gasolio o benzina destinati all’attività agricola, comprovato con le fatture di acquisto. Il sostegno al settore agricolo è in linea con la funzione sociale al medesimo affidata e costituzionalizzata all’art. 44 Cost.

Nell’ottica di una semplificazione amministrativa è previsto che le Pubbliche Amministrazioni non siano tenute a verificare i versamenti effettuati dagli esercenti di arti e professioni prima della erogazione di somme dovute quale compenso per l’attività professionale svolta nel caso in cui l’ammontare delle cartelle di pagamento sia pari o inferiore a cinquemila euro.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.