Approvato, in via preliminare, il decreto legislativo sulla giurisdizione tributaria
26 Maggio 2026
Il decreto rappresenta l’attuazione della legge delega di riforma fiscale che, tra i diversi cambiamenti attinenti al settore tributario, ha previsto anche una rivisitazione della magistratura tributaria. Per anni, infatti, ha imperato il dibattito sulla “mancata specializzazione dei giudici tributari” e sull’assenza di una disciplina “armonica” rispetto alle altre magistrature, ivi compresa, quella ordinaria. La magistratura tributaria, infatti, ha presentato fin dalle origini, conservandola tutt’oggi, la natura di giurisdizione “ad hoc”, in quanto attinente a controversie tributarie. La specialità, però, per lungo tempo è stata interpretata come “divergenza” rispetto all’archetipo della magistratura, rischiando, così, anche di ridurre le garanzie da riconoscere alle parti nel corso del processo tributario. Il provvedimento attua la delega per la riforma fiscale, con specifico riguardo alla disciplina dello stato giuridico e del ruolo dei magistrati tributari, uniformandola, nei limiti della compatibilità, a quella prevista per la magistratura ordinaria. Il decreto si inserisce, a pieno, nella riforma già avviata nel 2022, con la legge n. 130 del 31 agosto 2022 e che, si rammenta, ha condotto alla introduzione della testimonianza scritta come mezzo di prova. Il decreto, tuttavia, introduce una serie di novità. In primis istituisce il ruolo unico nazionale dei giudici tributari, affidandone la gestione ad un organo ad hoc, ovvero, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. La misura è funzionale anche ad efficientare il sistema giustizia, altro conclamato obiettivo della riforma fiscale. Il decreto offre spazio anche ad interventi più tecnici, come ad esempio, le modalità di accesso alla carriera di magistrato tributario e di permanenza nell’ordinamento giudiziario. Una parte è dedicata anche agli istituti delle dimissioni, aspettativa e riammissione in servizio. La disciplina mancava nei precedenti decreti, d.lgs. n. 545/92 e 546/92, quest’ultimo conteneva, infatti, la clausola di rinvio esterno, richiamando “in quanto compatibile”, la disciplina del processo tributario. Con l’introduzione della figura di magistrato tributario professionale, dunque, si è giunti alla emissione di un vero e proprio regolamento che disciplini lo svolgimento delle funzioni di magistrato tributario. Ampio spazio è dedicato anche al procedimento disciplinare, eventualmente attivabile a carico dei magistrati, tale disciplina è la diretta conseguenza della introduzione del ruolo unico di magistrato tributario. |