Più tutela alle vittime: il Parlamento europeo approva la riforma
27 Maggio 2026
La riforma interviene su più fronti. Sul piano processuale vengono ampliati i diritti delle vittime durante i procedimenti penali, prevedendo un maggiore supporto informativo ed emotivo nei tribunali, il rafforzamento della tutela della privacy e il divieto di diffusione dei dati personali all’autore del reato. Per le persone prive di adeguate risorse economiche è inoltre prevista assistenza legale per tutta la durata del procedimento, insieme a meccanismi destinati ad accelerare il pagamento degli indennizzi. Tra le principali novità figura anche l’introduzione di canali di supporto dedicati, accessibili tramite piattaforme online, applicazioni e il numero europeo 116 006, con funzioni di orientamento verso i servizi competenti. Particolare attenzione viene riservata all’accessibilità delle denunce. La direttiva prevede la possibilità di segnalare reati online e introduce strumenti specifici per garantire il diritto di denuncia anche alle persone in condizioni di limitata libertà, come migranti ospitati nei centri di accoglienza o soggetti inseriti in strutture assistenziali. Agevolate inoltre le segnalazioni effettuate tramite organizzazioni della società civile. Il nuovo impianto normativo rafforza anche la tutela delle vittime vulnerabili. Per i casi di violenza sessuale sono previsti servizi specializzati, inclusi accesso alla contraccezione d’emergenza, profilassi post-esposizione, test per malattie sessualmente trasmissibili e possibilità di accedere all’interruzione di gravidanza secondo le legislazioni nazionali. Ampio spazio è dedicato ai minori, vittime di reato, attraverso un approccio “child-friendly” che punta a concentrare nello stesso luogo assistenza psicologica, cure mediche, supporto amministrativo e raccolta delle testimonianze. Secondo la Commissione europea, ogni anno circa 75 milioni di cittadini europei subiscono un reato. La revisione della direttiva nasce proprio dall’esigenza di adeguare il sistema di protezione alle nuove forme di violenza, comprese quelle digitali. Il testo dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio UE e successivamente recepito dagli Stati membri entro due anni dall’entrata in vigore. |