Comitato europeo per i problemi della criminalità (CDPC): gli esiti della 89ª riunione plenaria

Giulia Renzi
29 Giugno 2026

L’89ª riunione del Comitato Europeo sui Problemi Criminali (CDPC) – l’organo di coordinamento delle attività in materia penale del Consiglio d’Europa - svoltasi dal 9 all’11 giugno 2026, ha confermato la continuità dell’azione del Comitato e dell’approccio costruttivo dei suoi componenti, uniti dalla volontà di affrontare le principali questioni del diritto penale in ambito europeo e di individuare nuovi settori d’intervento che possano beneficiare di un’azione coordinata a livello del Consiglio d’Europa. Come previsto dal suo mandato, il CDPC ha infatti confermato il proprio ruolo di indirizzo della cooperazione giuridica intergovernativa in materia penale, nonché di supporto al Comitato dei Ministri attraverso la produzione di strumenti normativi, analisi e consulenza tecnica.

Tra i numerosi temi in agenda, tre dossier hanno occupato un ruolo centrale.

  • Il primo riguarda l’avanzamento dei lavori del Comitato di esperti sulla Foreign Information Manipulation and Interference (PC-FIMI), definita come l’insieme di “modelli di comportamento per lo più non illegali che minacciano o possono potenzialmente avere un impatto negativo sui valori e sui processi democratici” [1]. La discussione all’interno del Comitato si è specialmente incentrata sulla natura che il futuro strumento giuridico, che dovrebbe regolare a livello del Consiglio d’Europa il tema come previsto dal relativo studio di fattibilità [2]. Le ipotesi discusse sono plurime: l’Austria si è espressa a favore dell’adozione di uno strumento giuridicamente vincolante; la Repubblica di Moldova ha prospettato il suo inserimento in un quadro convenzionale; la Germania ha invece sostenuto l’opportunità di una raccomandazione, che dovrebbe in ogni caso escludere qualsiasi forma di criminalizzazione dei fenomeni connessi alla FIMI. La Francia ha infine osservato che l’eventuale presenza di una componente penalistica renderebbe comunque preferibile il ricorso allo strumento della raccomandazione.
  • Un secondo tema riguarda il Gruppo di lavoro di esperti sull’Intelligenza Artificiale e il diritto penale (CDPC-AICL). Preso atto dell’ampiezza della materia e della difficoltà di elaborare uno strumento generale sull’AI in ambito penale in generale, si è proposto di restringere il focus di una futura raccomandazione alla questione dei deepfake, che offrono contenuti particolarmente realistici con conseguente maggior rischio apprezzato dalle delegazioni.
  • Infine, la Plenaria ha discusso il lavoro Comitato di esperti per combattere il traffico dei migranti (PC-TM), sulla base del resoconto della prima riunione. È infatti in preparazione una raccomandazione, attesa per la prima lettura nel novembre 2026, che affronterà il fenomeno in modo organico: criminalizzazione del traffico, protezione e assistenza delle persone coinvolte, prevenzione e cooperazione internazionale, oltre a due sezioni dedicate alle dimensioni finanziaria e digitale. Il CDPC ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire la non criminalizzazione dell’assistenza umanitaria come coordinata fondamentale nell’elaborazione del testo.

Ulteriori punti all’ordine del giorno sono stati anch’essi discussi e pubblicati nel relativo resoconto ufficiale. La prossima riunione plenaria del CDPC si terrà a Strasburgo dal 24 al 26 novembre 2026.

Riferimenti

[1] European Union, European External Action Service, 3rd EEAS Report on Foreign Information Manipulation and Interference (FIMI) Threats, March 2025, p. 4 (Glossary).

[2] CM/Inf(2026)18 - 135th Session of the Committee of Ministers (Chișinău, 14-15 May 2026) - Feasibility study on the possible elaboration of a legal instrument on foreign information manipulation and interference (FIMI), including disinformation.