Eurojust e Iraq rafforzano la cooperazione giudiziaria: firmato un nuovo Working Arrangement contro terrorismo e criminalità organizzata

02 Luglio 2026

L'accordo consolida la strategia di apertura di Eurojust verso i Paesi terzi e rafforza gli strumenti di cooperazione internazionale nelle indagini su terrorismo, foreign terrorist fighters e criminalità transnazionale.

Il 30 giugno 2026, presso la sede dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) all'Aia, è stato sottoscritto un Working Arrangement tra Eurojust e il National Center for International Judicial Cooperation (NCIJC) della Repubblica dell'Iraq. L'intesa è stata firmata dal Presidente di Eurojust, Michael Schmid, e dal giudice Ali Hussein Chafat, rappresentante del Supreme Judicial Council iracheno e responsabile del NCIJC. Il nuovo accordo mira a creare un quadro stabile di cooperazione strategica e di scambio di informazioni tra Eurojust e le autorità irachene nel contrasto del terrorismo, della criminalità organizzata e dei più gravi crimini internazionali (Eurojust and Iraq sign Working Arrangement to combat terrorism and serious organised crime | Eurojust | European Union Agency for Criminal Justice Cooperation).

Secondo Eurojust, l'accordo assume una rilevanza particolare per le indagini concernenti i crimini commessi da Da'esh/ISIL, per i procedimenti riguardanti i foreign terrorist fighters e, più in generale, per le attività volte a garantire l'accertamento delle responsabilità per crimini internazionali gravi. L'intesa costituisce inoltre il tredicesimo Working Arrangement concluso dall'Agenzia con un partner esterno all'Unione europea (https://www.eurojust.europa.eu/document/working-arrangement-between-eurojust-and-national-center-international-judicial )

Il significato dell'accordo nel sistema della cooperazione esterna di Eurojust

Per comprendere la portata dell'intesa con l'Iraq è necessario collocarla nel più ampio quadro della cooperazione di Eurojust con gli Stati terzi (Third countries | Eurojust | European Union Agency for Criminal Justice Cooperation).

La dimensione esterna rappresenta infatti una componente sempre più rilevante dell'attività dell'Agenzia. Eurojust opera quotidianamente come punto di raccordo tra le autorità giudiziarie degli Stati membri dell'Unione e quelle di Paesi terzi, favorendo lo scambio di informazioni, il coordinamento investigativo e l'esecuzione di richieste di cooperazione giudiziaria internazionale. Il Regolamento (UE) 2018/1727 attribuisce infatti all'Agenzia il compito di sostenere e rafforzare il coordinamento e la cooperazione nelle indagini e nei procedimenti riguardanti forme gravi di criminalità transfrontaliera.

La cooperazione dell’Agenzia  con i Paesi terzi si sviluppa attraverso due principali strumenti giuridici: gli accordi internazionali conclusi dall'Unione europea e i Working Arrangements stipulati direttamente da Eurojust.

La differenza non è meramente formale. Gli accordi internazionali costituiscono il livello più elevato di integrazione cooperativa. Essi consentono lo scambio sistematico di informazioni operative, comprese prove e dati personali, e permettono il distacco presso Eurojust di procuratori di collegamento provenienti dagli Stati partner.

I Working Arrangements, come quello appena concluso con l'Iraq, rappresentano invece strumenti più flessibili che consentono di sviluppare forme strutturate di cooperazione strategica e operativa, pur collocandosi ad un livello differente rispetto agli accordi internazionali conclusi dall'Unione europea.

Una rete globale al servizio delle indagini transnazionali

L'accordo con Baghdad si inserisce in una rete di relazioni internazionali ormai particolarmente estesa. Secondo i dati illustrati da Eurojust, l'Agenzia può contare oggi su 77 punti di contatto in Paesi terzi e 13 procuratori di collegamento (Liaison Prosecutors) distaccati presso la sede dell'Aia.

I procuratori di collegamento rappresentano uno degli strumenti più efficaci della cooperazione giudiziaria internazionale. Distaccati permanentemente presso Eurojust da Stati non appartenenti all'Unione europea, essi forniscono supporto diretto nelle indagini che coinvolgono il loro Paese, accedono alle infrastrutture operative dell'Agenzia e partecipano alle riunioni strategiche e operative organizzate all'Aia.

Accanto a tali strumenti, Eurojust mantiene rapporti stabili con numerose reti giudiziarie regionali, tra cui la rete delle autorità centrali e dei pubblici ministeri dell'Africa occidentale (WACAP), l'Associazione iberoamericana delle procure (AIAMP), la rete per la giustizia del Sud-Est asiatico (SEAJUST) e la rete di cooperazione giudiziaria per l'Asia centrale e il Caucaso meridionale (CASC).

La crescente rilevanza della dimensione esterna emerge anche dai dati operativi. Nel 2024 Eurojust ha registrato 378 nuovi casi che hanno coinvolto Paesi non appartenenti all'Unione europea, a fronte dei 335 del 2020, confermando una costante crescita del ricorso agli strumenti di cooperazione giudiziaria con partner esterni all'Unione.

Terrorismo, Da'esh e acquisizione delle prove: perché l'Iraq è un partner strategico

L'importanza dell'accordo con l'Iraq va letta anche alla luce delle recenti evoluzioni del quadro internazionale.

Negli ultimi anni le autorità giudiziarie europee hanno dovuto affrontare numerosi procedimenti relativi a combattenti stranieri, reti di sostegno a Da'esh e crimini internazionali commessi nei territori interessati dal conflitto siriano-iracheno. In tale contesto l'accesso a prove raccolte sul terreno, a testimonianze e a informazioni detenute dalle autorità locali costituisce spesso una condizione decisiva per l'effettivo esercizio dell'azione penale.

La centralità dell'Iraq è stata recentemente riconosciuta anche dalla Commissione europea nella Strategia ProtectEU, che individua la cooperazione con le autorità irachene e con Eurojust quale possibile canale per valorizzare le informazioni e gli elementi probatori raccolti nel contesto delle attività di UNITAD e delle autorità nazionali irachene.

In questa prospettiva, il Working Arrangement firmato all'Aia appare destinato a rafforzare ulteriormente le capacità investigative degli Stati membri dell'Unione europea, facilitando l'accesso a informazioni e prove rilevanti nei procedimenti concernenti terrorismo, foreign terrorist fighters e core international crimes.

Una cooperazione destinata a crescere

L'intesa con l'Iraq conferma una tendenza ormai consolidata: la lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e ai crimini internazionali richiede sempre più frequentemente meccanismi di cooperazione capaci di superare i confini dell'Unione europea.

Per Eurojust, la cooperazione con i Paesi terzi non rappresenta più una dimensione accessoria dell'attività istituzionale, ma uno dei principali fattori di efficacia dell'azione giudiziaria transnazionale. L'estensione della rete di punti di contatto, l'incremento dei procuratori di collegamento, il crescente coinvolgimento di Stati terzi nelle riunioni di coordinamento e nelle squadre investigative comuni e, da ultimo, il nuovo accordo con l'Iraq, mostrano come l'Agenzia stia progressivamente consolidando un sistema globale di cooperazione giudiziaria volto a garantire che le indagini su criminalità organizzata, terrorismo e crimini internazionali possano svilupparsi senza essere ostacolate dai limiti delle frontiere nazionali.

Fonti

Comunicato stampa Eurojust del 30 giugno 2026; Working Arrangement tra Eurojust e National Center for International Judicial Cooperation della Repubblica dell'Iraq; dati istituzionali Eurojust sulla cooperazione con Paesi terzi.