Ddl Merito: la valorizzazione della performance della Pubblica Amministrazione (anche finanziaria)

06 Luglio 2026

Prosegue la trasformazione ab intro della Pubblica Amministrazione nell'ottica di un rafforzamento dell'amministrazione di risultato: in tal senso si colloca il "Ddl merito 2026" approvato qualche giorno fa dal Senato.

Preliminarmente appare opportuno evidenziare che nel post emergenza sanitaria si è avvertita la necessità di migliorare la capacità amministrativa nella consapevolezza che una Pubblica Amministrazione efficiente rappresenti il punto di partenza per il benessere dell'intero Paese e ne aumenti la vis attractiva

Al fine di favorire un’azione amministrativa efficiente il Ddl merito attribuisce una maggiore rilevanza al raggiungimento dei risultati riconoscendo dei "premi" in favore dei dipendenti più meritevoli e che abbiano dimostrato una maggiore capacità gestoria della macchina organizzativa. 

Ritorna in auge, dunque, la performance amministrativa, sicché non basta più accedere "mediante concorso" (art. 97 Cost.), ma occorre dimostrare nel corso di svolgimento dell'attività lavorativa la capacità di gestire e organizzare la macchina amministrativa. 

Da queste premesse si sviluppa la natura "premiale" della Pubblica Amministrazione, ovvero, ogni risultato raggiunto dal dipendente sarà oggetto di un riconoscimento economico. 

Come previsto dal provvedimento in esame il dirigente sarà valutato in base ai risultati raggiunti, sotto i profili della performance individuale e organizzativa. 

Quanto detto, allora, implica il rafforzamento del sistema dei controlli sulla performance amministrativa che saranno affidati ad organismi terzi.

I controlli stringenti e il sistema premiale rappresentano, dunque, i nuovi profili della Pubblica Amministrazione che affianca, al sistema del controllo, quello del riconoscimento di incentivi. 

Tale nuova visione della Pubblica Amministrazione assumerà, ancor più rilevanza, in relazione all'Amministrazione Finanziaria chiamata a redigere uno "schema di atto" per ogni contribuente accertato (nei limiti previsti dal neointrodotto art. 6 bis, l. n. 212/2000). 

Assumerà valore, allora, la capacità dei lavoratori di convocare il contribuente e di esaminarne "utilmente" il punto di vista in tempi "ragionevoli", evitando il dispendio di tempo e per non incorrere nella decadenza.

Quanto detto nella consapevolezza che un esame dettagliato delle difese del contribuente è funzionale a ridurre il contenzioso. 

L’Ufficio dovrà, pertanto, prestare maggiore attenzione alla ottimizzazione delle risorse materiali e umane cercando di raggiungere il massimo risultato mediante il minimo sforzo.

Inoltre, con l'inserimento del contraddittorio obbligatorio, la Pubblica Amministrazione è chiamata a programmare la sua attività in base al tempo utile per la convocazione del contribuente.

La “programmazione” e “pianificazione”,  concetti già noti nel sistema aziendale diventano, allora, i presupposti anche di una corretta azione amministrativa, improntata alla efficienza e al buon andamento.

Ciò consente di avvicinare sempre di più la Pubblica Amministrazione ad una macchina aziendale che massimizza il risultato considerando gli input e gli output.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.