Instagram e Facebook, Commissione UE: creano dipendenza
13 Luglio 2026
Al centro dell'indagine vi sono alcune caratteristiche di design delle piattaforme, considerate idonee a favorire un utilizzo compulsivo dei servizi, con possibili ripercussioni sul benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare dei minori. Secondo Bruxelles, Meta non avrebbe effettuato una valutazione adeguata dei rischi derivanti da funzionalità quali lo scorrimento infinito (infinite scroll), la riproduzione automatica dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. Tali meccanismi, osserva la Commissione, incoraggerebbero gli utenti a prolungare la permanenza sulle piattaforme, alimentando abitudini di utilizzo difficili da interrompere e favorendo forme di dipendenza comportamentale. Le criticità riguardano anche la tutela dei minori. L'istruttoria evidenzia come Meta non abbia considerato adeguatamente i dati relativi all'utilizzo notturno di Facebook e Instagram da parte degli utenti più giovani, né l'impatto che formati particolarmente coinvolgenti, come Reels e Stories, possono avere nel favorire un consumo eccessivo dei contenuti. La Commissione ritiene inoltre insufficienti le misure di mitigazione del rischio adottate dalla società. Gli strumenti di gestione del tempo trascorso sulle piattaforme, compresi quelli attivati automaticamente per gli adolescenti, sarebbero facilmente disattivabili e non garantirebbero un'effettiva riduzione dell'utilizzo. Analogamente, i controlli parentali presupporrebbero competenze tecniche e un livello di coinvolgimento tali da limitarne l'efficacia pratica. Anche le iniziative informative dedicate alla salute mentale, come il "Centro sicurezza", non sarebbero considerate idonee a compensare i rischi derivanti dalla progettazione dei servizi. Per conformarsi al DSA, la Commissione ritiene che Meta debba intervenire direttamente sul design delle piattaforme. Tra le possibili modifiche figurano la disattivazione predefinita delle funzionalità maggiormente coinvolgenti, l'introduzione di efficaci pause dall'utilizzo dello schermo e una revisione degli algoritmi di raccomandazione, orientandoli meno all'engagement e maggiormente alla tutela degli utenti. Le conclusioni comunicate hanno carattere preliminare e non anticipano l'esito definitivo del procedimento. Meta potrà esercitare il proprio diritto di difesa, accedendo agli atti dell'indagine e presentando osservazioni scritte, mentre sarà consultato anche il Comitato europeo per i servizi digitali. Qualora la violazione fosse confermata, la Commissione potrà adottare una decisione di non conformità e irrogare una sanzione amministrativa fino al 6% del fatturato annuo mondiale di Meta. L'indagine si inserisce nel più ampio filone di controlli avviati dalla Commissione sull'applicazione del DSA, che comprende anche le verifiche sui sistemi di accertamento dell'età e sui cosiddetti "rabbit hole effects" prodotti dagli algoritmi di raccomandazione delle piattaforme. |