Microsoft 365: Antitrust indaga sugli aumenti con Copilot
24 Luglio 2026
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un'istruttoria nei confronti di Microsoft Ireland Operations Ltd. e Microsoft S.r.l. per accertare una presunta pratica commerciale scorretta connessa all'aumento del prezzo degli abbonamenti al servizio Microsoft 365. L'indagine si concentra sulle modalità con cui sarebbero state comunicate ai consumatori le modifiche contrattuali introdotte dalla società, in particolare l'integrazione dei servizi di intelligenza artificiale Copilot e Designer e il conseguente incremento del canone. Secondo quanto reso noto dall'Autorità, le informazioni relative alle novità del servizio sarebbero state diffuse in maniera frammentata e tale da non consentire agli utenti di comprendere con immediatezza che il nuovo piano di abbonamento comprendeva funzionalità aggiuntive basate sull'intelligenza artificiale, cui era collegato un aumento del prezzo. L'AGCM ritiene che questa modalità informativa possa integrare una violazione della disciplina sulle pratiche commerciali scorrette prevista dal Codice del consumo. In particolare, l'Autorità contesta l'assenza di un'informazione chiara, completa e facilmente percepibile circa le modifiche intervenute nel contenuto del servizio e sulle conseguenze economiche derivanti dal rinnovo dell'abbonamento. Una comunicazione di questo tipo, infatti, potrebbe impedire ai consumatori di valutare consapevolmente se accettare le nuove condizioni oppure orientarsi verso soluzioni alternative. L'istruttoria riguarda anche il meccanismo adottato per il rinnovo degli abbonamenti. Secondo l'Autorità, agli utenti sarebbe stato attribuito automaticamente, come opzione predefinita, un nuovo piano caratterizzato da un costo superiore rispetto a quello originariamente sottoscritto. Il passaggio sarebbe avvenuto salvo l'esercizio del diritto di recesso da parte dell'utente. Proprio questo profilo induce l'AGCM a ipotizzare anche la sussistenza di una pratica commerciale aggressiva. L'adozione di un piano più oneroso come impostazione di default potrebbe infatti comprimere l'autonomia decisionale dei consumatori, inducendoli a mantenere il nuovo abbonamento senza una scelta realmente libera e informata. L'istruttoria consentirà ora all'Autorità di verificare se la condotta contestata abbia effettivamente violato la normativa consumeristica e se le modalità di presentazione delle modifiche contrattuali siano state idonee ad alterare il comportamento economico dei consumatori. L'iniziativa si inserisce nel più ampio filone di attenzione delle autorità di tutela verso l'integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nei servizi digitali in abbonamento, con particolare riguardo agli obblighi di trasparenza, alla correttezza delle comunicazioni commerciali e alla libertà di scelta degli utenti. Fonte: https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/6/PS13129 |