DMA: la Commissione UE impone a Google nuove regole su IA, Android e dati di ricerca
28 Luglio 2026
La Commissione europea ha adottato due decisioni vincolanti nei confronti di Google nell'ambito del Digital Markets Act (DMA), precisando le modalità con cui il colosso di Mountain View dovrà garantire l'interoperabilità dei servizi di intelligenza artificiale su Android e condividere i dati di Google Ricerca con i motori di ricerca concorrenti. Le misure, adottate nell'ambito dei procedimenti di specificazione previsti dal regolamento, mirano a favorire una concorrenza più equilibrata nei mercati digitali senza introdurre nuove sanzioni. Il primo intervento riguarda il sistema operativo Android e punta a eliminare gli ostacoli che oggi limitano gli assistenti virtuali sviluppati da operatori diversi da Google. Attualmente, infatti, servizi concorrenti di Gemini dispongono di un accesso solo parziale alle funzionalità del sistema operativo, con evidenti ripercussioni sulla loro capacità di offrire prestazioni analoghe a quelle dei servizi proprietari di Google. Le nuove misure impongono quindi che gli sviluppatori di assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale possano accedere alle medesime funzionalità essenziali del sistema. Gli utenti potranno, ad esempio, scegliere un assistente diverso da Google e attivarlo mediante comandi vocali, oltre a delegargli attività come prenotare un taxi, suggerire risposte nei servizi di messaggistica o recuperare informazioni contestuali. La Commissione precisa che tali aperture dovranno comunque rispettare rigorosi requisiti di sicurezza, tutela della privacy e integrità dei dispositivi. La seconda decisione interviene invece sulla condivisione dei dati di Google Ricerca, ritenuti indispensabili per consentire ai motori di ricerca concorrenti di sviluppare servizi competitivi e innovativi. Le nuove regole chiariscono che anche i chatbot dotati di funzionalità di ricerca potranno accedere ai dati condivisi e che Google dovrà mettere a disposizione, previa anonimizzazione, le stesse informazioni utilizzate per migliorare il proprio motore di ricerca. Particolare attenzione è dedicata alla protezione dei dati personali. La Commissione ha individuato un sistema multilivello di anonimizzazione, sviluppato in collaborazione con esperti di privacy e coerente con le future linee guida congiunte sul rapporto tra DMA e GDPR. Google conserverà inoltre la possibilità di valutare, caso per caso, eventuali rischi significativi per la sicurezza informatica o la protezione dei dati prima della condivisione con specifici destinatari. Le decisioni disciplinano anche i criteri economici della condivisione, introducendo una formula ritenuta equa per la determinazione del prezzo dei dati e un procedimento trasparente per consentire ai soggetti interessati di ottenerne l'accesso. Le nuove prescrizioni entreranno in vigore secondo un calendario graduale: la condivisione dei dati di ricerca dovrà iniziare da gennaio 2027, mentre le modifiche ad Android saranno operative da luglio 2027, consentendo agli utenti europei di beneficiare di una maggiore libertà di scelta tra servizi di ricerca e assistenti di intelligenza artificiale. Le decisioni si inseriscono nel quadro applicativo del Digital Markets Act, che disciplina i cosiddetti gatekeeper digitali. Google, designata tale dalla Commissione nel settembre 2023 per numerosi servizi di piattaforma, è soggetta agli obblighi del regolamento dal marzo 2024. I procedimenti di specificazione, come quello concluso oggi, non accertano violazioni del DMA né comportano sanzioni, ma definiscono in modo vincolante le modalità concrete con cui gli obblighi previsti dal regolamento devono essere attuati. |