Pensioni integrative, il Consiglio rilancia la direttiva EPAP II

La Redazione
29 Luglio 2026

Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la propria posizione negoziale sulla revisione della direttiva EPAP II, il quadro normativo che disciplina gli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP), segnando un passaggio decisivo verso l'aggiornamento della disciplina europea sulle pensioni integrative.

L'intervento si inserisce nell'ambito dell'Unione del risparmio e degli investimenti e della strategia "Un'Europa, un mercato", con l'obiettivo di rendere il sistema delle pensioni complementari più efficiente, trasparente e in grado di sostenere gli investimenti nell'economia reale. La riforma intende inoltre rispondere alle sfide poste dall'invecchiamento della popolazione e dall'evoluzione del mercato del lavoro, che mettono sotto pressione l'adeguatezza delle pensioni e la sostenibilità dei sistemi previdenziali europei.

Tra gli obiettivi principali del riesame figurano:

  • il rafforzamento della trasparenza sui costi e sui rendimenti per gli aderenti
  • il miglioramento della gestione dei rischi
  • la rimozione degli ostacoli, anche di natura transfrontaliera, che limitano l'attività dei fondi pensione aziendali e professionali.

La posizione del Consiglio conferma numerosi elementi della proposta originaria della Commissione europea. Rimane, ad esempio, il principio della "persona prudente", destinato a garantire che le decisioni di investimento siano assunte secondo criteri di adeguata valutazione del rischio. Vengono inoltre mantenute le disposizioni relative agli EPAP con più promotori, alle operazioni multischema, ai trasferimenti collettivi nazionali e transfrontalieri e alle regole fondamentali di condotta degli operatori.

Allo stesso tempo, il testo rafforza il principio di armonizzazione minima, lasciando agli Stati membri un ampio margine di discrezionalità per preservare le peculiarità dei rispettivi sistemi pensionistici. In particolare, ciascun ordinamento potrà scegliere se applicare la direttiva direttamente all'ente pensionistico, al soggetto autorizzato che lo gestisce oppure a entrambi, fermo restando l'obbligo di separazione giuridica delle attività. Sono inoltre disciplinati i profili di vigilanza e la cooperazione tra le autorità nazionali competenti.

Sul fronte degli investimenti, il Consiglio propone di elevare fino al 100% la soglia relativa agli investimenti in azioni e obbligazioni societarie negoziate nei mercati regolamentati, lasciando comunque agli Stati membri la facoltà di introdurre limiti più restrittivi. Contestualmente vengono previsti interventi per assicurare maggiore proporzionalità nelle regole di governance e nei controlli di vigilanza.

In un'ottica di semplificazione amministrativa, la posizione elimina alcuni obblighi informativi e procedurali previsti nella proposta della Commissione, tra cui quelli relativi ai sistemi di tracciamento delle pensioni, all'attribuzione di ulteriori compiti agli organismi europei di vigilanza e ai dialoghi di vigilanza periodici tra autorità ed enti pensionistici.

La posizione approvata costituisce ora il mandato negoziale del Consiglio per l'avvio del confronto con il Parlamento europeo, che dovrà definire la propria posizione prima dell'apertura dei triloghi sulla revisione della direttiva EPAP II.