Imputabilità dei minori e piattaforme digitali: le novità approvate dal Consiglio dei ministri

La Redazione
24 Luglio 2026

Il Consiglio dei ministri riunito il 23 luglio ha approvato un pacchetto di provvedimenti destinati a incidere su ambiti molto diversi del diritto, dalla giustizia minorile al lavoro mediante piattaforme digitali, fino alla legge annuale per il mercato e la concorrenza. Tra le misure adottate, particolare rilievo assumono il disegno di legge sull'imputabilità dei minori, lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme e il ddl Concorrenza 2026.

Imputabilità dei minori: cambia la presunzione sulla capacità di intendere e di volere

Il provvedimento di maggiore impatto sul piano penalistico riguarda il disegno di legge recante modifiche in materia di imputabilità del minore. La riforma non modifica l'età dell'imputabilità, che resta fissata a 14 anni, né introduce un inasprimento delle pene. La novità consiste invece nell'introduzione di una presunzione relativa di imputabilità per i soggetti di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

L'intervento modifica l'attuale impianto dell'art. 98 c.p., superando il meccanismo che impone di accertare, caso per caso, la capacità di intendere e di volere del minore. Con il nuovo testo, tale capacità sarà presunta fino a prova contraria, con conseguente inversione dell'onere probatorio. Resterà quindi possibile dimostrare la non imputabilità, ma sarà la parte interessata a fornire gli elementi idonei a superare la presunzione. Contestualmente vengono adeguate anche le disposizioni del d.P.R. n. 448 del 1988 sul processo penale minorile, eliminando l'obbligo generalizzato di accertamento dell'imputabilità e consentendo al pubblico ministero e al giudice di acquisire elementi solo quando necessari.

Secondo il Governo, la modifica punta a semplificare le indagini e a rendere più efficace la risposta giudiziaria nei confronti dell'aumento dei fenomeni di criminalità minorile, senza incidere sui principi fondamentali della giustizia penale minorile.

Piattaforme digitali: via libera al recepimento della direttiva UE

Tra i provvedimenti approvati in esame preliminare figura anche lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali, destinata a disciplinare un settore in costante crescita che interessa rider, autisti e, più in generale, tutti i lavoratori che svolgono attività tramite piattaforme online.

L'intervento mira anzitutto a contrastare il fenomeno della falsa autonomia, introducendo strumenti più efficaci per accertare la corretta qualificazione del rapporto di lavoro. In linea con la direttiva europea, il decreto prevede infatti meccanismi volti a facilitare il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato quando ricorrono gli elementi che dimostrano l'effettivo esercizio del potere direttivo e organizzativo da parte della piattaforma. Gli Stati membri sono infatti chiamati a introdurre una presunzione legale di subordinazione, lasciando ai singoli ordinamenti il compito di definirne modalità e criteri applicativi.

Un secondo pilastro della riforma riguarda la gestione algoritmica del lavoro. Il provvedimento rafforza gli obblighi di trasparenza a carico delle piattaforme, imponendo di informare i lavoratori sulle modalità con cui gli algoritmi incidono sull'assegnazione degli incarichi, sulla determinazione dei compensi, sulla valutazione delle prestazioni e, più in generale, sulle decisioni che possono influire sul rapporto di lavoro. Le decisioni automatizzate dovranno inoltre essere sottoposte a supervisione umana, con il riconoscimento del diritto del lavoratore a ottenere una spiegazione e a contestare gli esiti delle valutazioni algoritmiche.

Con il recepimento della direttiva, l'Italia prosegue quindi il percorso di adeguamento alla disciplina europea, con l'obiettivo di coniugare innovazione digitaletutela dei lavoratori e maggiore certezza nella qualificazione dei rapporti di lavoro, in un settore caratterizzato da una crescente diffusione di modelli organizzativi fondati sull'impiego di sistemi automatizzati.

Legge annuale concorrenza: riforma della rete carburanti

Via libera anche al disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, che concentra il proprio intervento sulla riorganizzazione della rete di distribuzione dei carburanti. La riforma punta alla razionalizzazione degli impianti esistenti, favorendo la chiusura o la riconversione delle strutture obsolete e incentivando l'integrazione di sistemi per i carburanti alternativi e la ricarica elettrica.

Dal 2028, inoltre, le nuove autorizzazioni saranno subordinate alla presenza di almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai combustibili fossili, in linea con gli obiettivi di transizione energetica e di modernizzazione del settore. La misura rappresenta uno degli interventi qualificanti del ddl Concorrenza, volto a coniugare apertura del mercato, sostenibilità e maggiore efficienza della rete distributiva.

Fonte: Diritto e Giustizia

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