Azione di arricchimento senza causa e debiti fuori bilancio degli enti locali: esclusa la proponibilità dell’azione ex art. 2041 c.c.
07 Agosto 2026
Con l’ordinanza n. 18592 dell’8 giugno 2026, la Terza Sezione civile della Cassazione affronta il rapporto tra l’azione di arricchimento senza causa nei confronti della pubblica amministrazione e la disciplina dei debiti fuori bilancio degli enti locali prevista dagli artt. 191 e 194 del TUEL. La controversia trae origine dalla domanda proposta da una professionista nei confronti di un Comune per ottenere il pagamento, ex art. 2041 c.c., del corrispettivo relativo alla redazione di uno studio progettuale concernente la realizzazione di un autodromo. La ricorrente sosteneva che l’ente avesse tratto utilità dall’attività professionale svolta, utilizzata nell’ambito della partecipazione a un bando regionale, pur in assenza di un valido incarico formalmente conferito e di un regolare impegno di spesa. La Corte ha rigettato il ricorso e ha ribadito che, in materia di spese degli enti locali, il principio posto dall’art. 191 TUEL impone che ogni obbligazione sia assistita da un valido impegno contabile e dalla relativa copertura finanziaria. Quando tali presupposti mancano, il rapporto obbligatorio non si instaura nei confronti dell’ente, ma direttamente nei confronti dell’amministratore, del funzionario o del dipendente che abbia consentito l’esecuzione della prestazione. L’arricchimento dell’amministrazione può assumere rilievo solo nell’ambito del procedimento di riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 TUEL, attraverso un’espressa deliberazione dell’organo competente che valuti l’utilità e la convenienza della prestazione per l’ente. Non è invece sufficiente il mero comportamento degli amministratori o dei funzionari né l’utilizzo di fatto dell’opera realizzata. |