Frodi IVA, l'UE rafforza i poteri investigativi

La Redazione
30 Luglio 2026

Con il Regolamento (UE) 2026/1743 l'Unione europea rafforza la cooperazione amministrativa in materia IVA, attribuendo a EPPO e OLAF un accesso centralizzato e mirato alle banche dati fiscali e ai report di Eurofisc. La riforma punta a rendere più efficace il contrasto alle frodi transfrontaliere, garantendo al contempo rigorose tutele per i dati personali.

L'Unione europea compie un nuovo passo nel contrasto alle frodi IVA transfrontaliere. Con il Regolamento (UE) 2026/1743, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 27 luglio 2026, viene modificato il Regolamento (UE) n. 904/2010 sulla cooperazione amministrativa in materia di imposta sul valore aggiunto, introducendo un sistema di accesso centralizzato alle informazioni fiscali destinato alla Procura europea (EPPO) e all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).

L'intervento normativo nasce dall'esigenza di superare i limiti dell'attuale sistema di cooperazione tra amministrazioni fiscali nazionali, spesso caratterizzato da una circolazione frammentata delle informazioni e da tempi non sempre compatibili con l'efficace contrasto ai fenomeni fraudolenti più complessi, come i caroselli IVA.

La principale innovazione consiste nella possibilità, per EPPO e OLAF, di consultare direttamente e in modo mirato le principali banche dati europee in materia di IVA, senza dover dipendere esclusivamente dalle richieste inoltrate alle singole autorità nazionali. L'accesso, tuttavia, non sarà generalizzato: il regolamento chiarisce infatti che ogni consultazione dovrà essere collegata a uno specifico procedimento investigativo, escludendo qualsiasi forma di monitoraggio indiscriminato.

Un ruolo centrale viene attribuito anche a Eurofisc, la rete europea di cooperazione tra le amministrazioni tributarie. I funzionari della rete saranno chiamati a predisporre relazioni di analisi sulle operazioni sospette, da trasmettere tempestivamente a EPPO quando emergano elementi riconducibili a gravi frodi IVA lesive degli interessi finanziari dell'Unione e a OLAF nell'ambito delle proprie indagini amministrative. Entrambi gli organismi potranno inoltre richiedere informazioni supplementari qualora necessarie allo sviluppo delle attività investigative.

L'accesso riguarderà numerose banche dati strategiche: dai registri dei soggetti passivi IVA alle informazioni sulle operazioni intracomunitarie, dai regimi speciali applicabili all'e-commerce e alle importazioni ai dati contenuti nel CESOP, il sistema centrale europeo sui pagamenti transfrontalieri. In prospettiva, il sistema sarà integrato anche con il futuro VIES centrale, destinato a offrire una visione unitaria e aggiornata degli scambi commerciali nel mercato interno. Restano invece esclusi i sistemi di analisi proprietari utilizzati da Eurofisc, la cui gestione continuerà a essere riservata agli esperti della cooperazione amministrativa.

Particolare attenzione è riservata alla tutela dei dati personali. L'accesso alle informazioni sarà consentito esclusivamente a magistrati e funzionari preventivamente autorizzati, mentre ogni consultazione dovrà essere registrata in appositi log informatici, così da garantire la completa tracciabilità delle operazioni e consentire i controlli delle autorità competenti e dei responsabili della protezione dei dati.

Sul piano operativo, i costi per l'adeguamento delle infrastrutture informatiche saranno sostenuti dagli organismi beneficiari dell'accesso. Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in GUUE, mentre le disposizioni sull'accesso centralizzato diventeranno applicabili dal 17 agosto 2027. L'integrazione con il nuovo VIES centrale è invece prevista dal 1° luglio 2030.

La riforma rappresenta un significativo rafforzamento della cooperazione amministrativa e giudiziaria europea, con l'obiettivo di rendere più tempestivo ed efficace il contrasto alle frodi IVA organizzate, tutelando il gettito fiscale degli Stati membri e gli interessi finanziari dell'Unione.