Un nuovo studio della Consob analizza i rischi derivanti dalla comunicazione finanziaria digitale

28 Luglio 2026

Il “Quaderno FinTec n. 18” fornisce un’analisi aggiornata dei rischi derivanti dal fenomeno della comunicazione finanziaria digitale (finfluencer, financial web communities, neobroker, piattaforme di trading e “Academy”) alla luce del quadro normativo vigente e delle prassi di vigilanza, riportando i risultati di un’analisi condotta su alcuni profili social e piattaforme e di una survey realizzata su un campione di studenti universitari.

L’utilizzo sempre maggiore dei canali digitali sta incidendo profondamente sul modo in cui i prodotti finanziari vengono presentati e distribuiti e, in particolare, sulle modalità con cui i risparmiatori entrano in contatto con informazioni rilevanti per le proprie decisioni di investimento.

Le Autorità di vigilanza e gli organismi internazionali segnalano l’espansione dei profili social che trattano finanza e investimenti, oltre a “raccomandazioni” veicolate da creator e personaggi noti ed anche diffusione di siti e app che offrono “idee” di trading.

L’ecosistema digitale può quindi generare ambiguità creando aree di rischio per l’investitore retail.

Il Quaderno dapprima propone una ricognizione del fenomeno e dei suoi principali attori, influencer, web communities, piattaforme ed Academy:

Gli influencer finanziari diffondono contenuti relativi a possibili investimenti e, in alcuni casi, possono celare conflitti di interesse, legati a guadagni personali o a sponsorizzazioni nascoste.

Le financial web communities sono delle comunità al cui interno si condividono analisi e strategie finanziarie con il rischio che l'approvazione del gruppo prevalga sull'analisi dei fondamentali e sull'autorevolezza delle fonti.

I “Neobroker”, sono delle piattaforme digitali che dialogano con l'utente e prestano servizi di investimento, con il rischio di trasformare in gioco un'attività di investimento.

Le Academy, invece, possono funzionare come “esca” per gli investitori, promettendo formazione gratuita, così da conquistare la fiducia dei risparmiatori, per poi spingerli a investire capitali che talvolta spariscono nel nulla.

Esistono anche le Prop Firm che offrono la possibilità di fare trading in un ambiente simulato di prova, senza dover impegnare il proprio capitale ma prevedendo un esborso per un corso/abbonamento che funge da requisito d'accesso, in questo caso il pericolo è che, sfruttando le tecniche della gamification, ossia l'utilizzo di elementi tipici dei videogiochi, l'utente venga incentivato a fare sempre nuovi tentativi di investimento a pagamento senza alcuna garanzia di guadagno.

Il Quaderno riporta infine i risultati di una ricerca condotta su oltre 1000 studenti universitari, dalla quale emerge come il pubblico riponga una fiducia minore in una comunicazione che sollecita l'emotività, rispetto ad una incentrata su razionalità e informazione. Dallo studio emerge una diffusa difficoltà nel distinguere l'informazione dalla pubblicità. Nasce quindi l'esigenza di rafforzare le tutele dell'investitore attraverso un monitoraggio continuo dei canali digitali, una comunicazione istituzionale attenta e interventi di educazione finanziaria e digitale mirati a trasferire le competenze necessarie per riconoscere i segnali di rischio

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