Violenza online: il Consiglio UE rafforza la tutela delle ragazze

La Redazione
04 Agosto 2026

Il Consiglio dell'Unione europea sollecita un rafforzamento delle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza online che colpisce ragazze e giovani donne, evidenziando come il fenomeno rappresenti una delle principali sfide per la tutela dei diritti fondamentali nell'ambiente digitale.

Le conclusioni approvate dai ministri degli Stati membri chiedono un'azione coordinata a livello nazionale ed europeo per fronteggiare condotte quali cyberstalking, molestie online, diffusione non consensuale di immagini intime, hate speech sessista e altre forme di abuso rese possibili dalle tecnologie digitali.

L'iniziativa prende le mosse da uno studio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), dal quale emerge che le adolescenti sono esposte a un rischio significativamente più elevato rispetto ai coetanei maschi. Le interviste condotte tra giovani europei mostrano inoltre una diffusa percezione di inadeguatezza degli attuali strumenti di prevenzione, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 13 e i 18 anni.

Secondo il Consiglio, la violenza digitale non costituisce un fenomeno isolato, ma riflette disuguaglianze strutturali e stereotipi di genere che contribuiscono a normalizzare comportamenti aggressivi e processi di vittimizzazione, con effetti che spesso si estendono anche alla vita offline.

Le conclusioni individuano una strategia articolata su più livelli. Sul versante della tutela delle vittime, gli Stati membri sono invitati a garantire assistenza psicologica, sanitaria e legale, prestando particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità determinate da età, disabilità o orientamento sessuale. Viene inoltre valorizzata l'educazione al consenso digitale, quale strumento essenziale per prevenire la diffusione non autorizzata di contenuti intimi e promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie.

Grande rilievo è attribuito anche alla formazione. Il Consiglio propone programmi di alfabetizzazione digitale rivolti a studenti, insegnanti ed educatori, capaci di affrontare non solo i profili della sicurezza online, ma anche il riconoscimento della disinformazione, dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale e degli stereotipi di genere che alimentano la violenza. Parallelamente, si raccomanda di mettere a disposizione di genitori e tutori strumenti pratici, come software gratuiti di parental control, e percorsi formativi che consentano di intervenire tempestivamente in caso di abusi.

Sul piano dell'enforcement, il documento richiama la necessità di un'applicazione più efficace della normativa europea già vigente, con particolare riferimento al Digital Services Act, alla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica e al Regolamento sull'intelligenza artificiale (AI Act). I ministri chiedono di rafforzare le capacità investigative delle autorità competenti, migliorare la raccolta delle prove digitali e intensificare la cooperazione transfrontaliera, anche attraverso maggiori investimenti nelle competenze tecniche delle forze di polizia e delle organizzazioni che assistono le vittime.

Un ruolo centrale viene infine attribuito ai gestori delle piattaforme online e ai fornitori di servizi digitali, chiamati ad adottare misure di sicurezza "by design", a potenziare la moderazione dei contenuti illeciti e a collaborare più strettamente con le autorità pubbliche. Le conclusioni sottolineano inoltre l'esigenza di sostenere economicamente i cosiddetti "trusted flaggers" e di promuovere studi approfonditi sulle nuove forme di violenza digitale, comprese quelle alimentate dalle comunità della cosiddetta "manosfera" e dai gruppi "incel", il cui impatto è considerato in costante crescita nel panorama europeo.