AI generativa, 190 adesioni al codice trasparenza UE
31 Luglio 2026
In vista dell'applicazione, dal 2 agosto 2026, degli obblighi previsti dall'AI Act in materia di trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, cresce il consenso attorno al Codice di buone pratiche promosso dalla Commissione europea. Alla fine di luglio risultano infatti circa 190 le organizzazioni aderenti, provenienti da settori eterogenei quali tecnologia, telecomunicazioni, istruzione, commercio e servizi, a testimonianza dell'ampia attenzione del mercato verso gli strumenti di conformità volontaria predisposti dall'Unione europea. Il Codice, elaborato da un gruppo di esperti indipendenti e ritenuto adeguato sia dalla Commissione europea sia dal Comitato europeo per l'intelligenza artificiale, rappresenta uno strumento operativo destinato a facilitare il rispetto degli obblighi introdotti dall'AI Act. In particolare, definisce le misure che fornitori e utilizzatori di sistemi di IA generativa possono adottare per garantire la corretta marcatura ed etichettatura dei contenuti prodotti artificialmente, contribuendo a ridurre il rischio di inganno, manipolazione e disinformazione. Uno degli elementi di maggiore rilievo consiste nella possibilità, per le organizzazioni aderenti, di beneficiare di un percorso di conformità semplificato, caratterizzato da maggiore prevedibilità e certezza del diritto, indipendentemente dallo Stato membro in cui operano o dall'autorità nazionale competente alla vigilanza. La struttura del Codice distingue gli obblighi destinati ai fornitori di sistemi di IA generativa da quelli rivolti ai deployer, dedicando una specifica sezione a ciascuna categoria. La prima è aperta anche ai fornitori di tecnologie di watermarking, strumenti di rilevamento e sviluppatori di modelli di IA, chiamati a contribuire all'attuazione delle misure tecniche necessarie per rendere identificabili i contenuti sintetici. L'elevato numero di adesioni evidenzia inoltre il forte coinvolgimento delle piccole e medie imprese: circa la metà dei firmatari appartiene infatti all'ecosistema delle startup e delle aziende innovative, segnale della volontà dell'Unione europea di rendere gli obblighi dell'AI Act accessibili anche agli operatori di minori dimensioni. Tra i firmatari figurano alcuni dei principali protagonisti del settore dell'intelligenza artificiale, tra cui Google, Meta, Microsoft, OpenAI, Anthropic, Mistral, Cohere e Aleph Alpha, mentre nella sezione dedicata agli utilizzatori compaiono, tra gli altri, Fastweb, Getty Images, Lenovo, Lufthansa e Bulgari. Le adesioni restano aperte e l'Ufficio europeo per l'IA continuerà ad aggiornare l'elenco dei sottoscrittori. A partire da settembre 2026 saranno inoltre avviate due task force dedicate allo scambio di buone pratiche, al monitoraggio dell'attuazione delle misure di trasparenza e all'evoluzione degli standard tecnici. L'obiettivo è rafforzare la fiducia nei sistemi di IA generativa e accompagnare l'applicazione concreta delle nuove disposizioni dell'AI Act attraverso un modello di cooperazione tra istituzioni e operatori del mercato. |