Fisco UE, pacchetto per semplificare gli adempimenti delle imprese
05 Agosto 2026
L'iniziativa, articolata in due proposte legislative – un Omnibus fiscale e la rifusione della direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC) – mira a ridurre gli oneri di conformità per le imprese, migliorare la certezza del diritto e sostenere la competitività del mercato unico, preservando al contempo gli strumenti di contrasto a frode, evasione ed elusione fiscale. Secondo le stime della Commissione, il pacchetto consentirà alle imprese europee di risparmiare complessivamente circa 8 miliardi di euro l'anno, di cui 3,3 miliardi derivanti dalla riduzione dei costi amministrativi. L'intervento nasce dall'esigenza di semplificare un sistema normativo che, negli ultimi anni, si è progressivamente arricchito di disposizioni finalizzate a contrastare la pianificazione fiscale aggressiva e ad adattarsi alle sfide della digitalizzazione e della globalizzazione. Sebbene tali riforme abbiano rafforzato il mercato interno, il loro effetto cumulativo ha determinato un aumento della complessità degli adempimenti per le imprese che operano oltre i confini nazionali. Tra le principali novità dell'Omnibus fiscale figura l'introduzione di un'esenzione dalla ritenuta alla fonte sui pagamenti transfrontalieri di dividendi, interessi e royalties tra società dell'Unione europea. La misura elimina numerosi adempimenti procedurali e semplifica le procedure di rimborso, con benefici stimati in 5,3 miliardi di euro annui. Il pacchetto interviene inoltre sulla direttiva anti-elusione (ATAD), semplificando la disciplina della limitazione degli interessi passivi mediante l'eliminazione delle opzioni nazionali di recepimento e rendendo obbligatoria la soglia de minimis. La Commissione stima che tali modifiche comporteranno una riduzione dei costi amministrativi superiore a 500 milioni di euro l'anno. Un ulteriore intervento riguarda il coordinamento tra le norme sulle società estere controllate (CFC) e il regime dell'imposta minima globale introdotto dal secondo pilastro dell'accordo OCSE/G20. L'eliminazione delle sovrapposizioni normative dovrebbe generare risparmi di circa 160 milioni di euro annui per le imprese. Parallelamente, la rifusione della direttiva DAC accorpa in un unico testo la disciplina originaria e i successivi otto interventi di modifica, con l'obiettivo di rendere il quadro normativo più organico e facilmente applicabile. Tra le innovazioni più rilevanti figurano la soppressione di alcuni obblighi di comunicazione per i gruppi multinazionali soggetti all'aliquota minima del 15%, prevista dal secondo pilastro, e l'eliminazione di specifici obblighi dichiarativi per operazioni transfrontaliere ritenute di limitata utilità ai fini dei controlli fiscali. La Commissione stima una riduzione del 35% dei flussi informativi e un risparmio complessivo di circa 340 milioni di euro. Il pacchetto introduce inoltre misure a sostegno dell'economia circolare, innalzando la soglia oltre la quale le piattaforme digitali devono comunicare le vendite online di beni. La modifica esonera oltre 10 milioni di venditori privati, in particolare coloro che cedono beni usati, con risparmi stimati in 678 milioni di euro per gli operatori delle piattaforme. Infine, viene previsto un nuovo sistema europeo di verifica dei numeri di identificazione fiscale, destinato a rendere più efficiente l'identificazione dei contribuenti da parte delle amministrazioni nazionali. Le proposte saranno ora sottoposte al Parlamento europeo per la consultazione e al Consiglio dell'Unione europea per l'adozione. |