Approvato in via definitiva il Decreto legislativo sull’ordinamento della giurisdizione tributaria

07 Agosto 2026

È stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il decreto legislativo sull’ordinamento della giurisdizione tributaria, il quale opera a completamento del percorso di riforma dell’ordinamento della magistratura tributaria previsto dalla legge delega per la riforma fiscale.

Una delle maggiori criticità che ha afflitto il sistema tributario è stata la mancanza di un giudice ad hoc, ovvero togato al quale fosse affidato il potere di ius dicere.

Ebbene, la riforma ha introdotto la figura del magistrato tributario che, al pari di quello ordinario, accede alla giurisdizione mediante il superamento di un concorso. La novella, tuttavia, sarebbe rimasta una scatola vuota se non fosse stata accompagnata da un provvedimento che dettasse le “regole” per l’organizzazione della giurisdizione tributaria.

In tale ottica, il decreto approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, non introduce modifiche alla disciplina del processo tributario né incide sui diritti e sugli obblighi dei contribuenti, ma si concentra sull’organizzazione della giustizia tributaria e sullo status dei magistrati incaricati di decidere le controversie fiscali. In particolare, il decreto istituisce un ruolo unico nazionale dei magistrati tributari e riordina in modo organico la disciplina relativa all’accesso alla magistratura tributaria, alla formazione, alle incompatibilità, alle valutazioni di professionalità, ai trasferimenti e agli altri aspetti della carriera.

L’obiettivo è quello di rendere l’ordinamento della magistratura tributaria maggiormente omogeneo a quello della magistratura ordinaria, rafforzandone l’autonomia, la professionalità e l’indipendenza.

Si tratta, dunque, di una riforma di carattere ordinamentale, volta a migliorare il funzionamento dell’organo giudicante senza modificare la disciplina sostanziale del contenzioso tributario e puntare all’efficientamento della giustizia tributaria.

La riforma assume rilievo anche sotto il profilo della certezza del diritto. La puntuale definizione dello status, delle competenze, dei doveri e delle funzioni del magistrato tributario, unitamente alla disciplina organica del percorso di accesso, della formazione, delle valutazioni di professionalità e della progressione in carriera, contribuisce a delineare un assetto istituzionale più stabile della giurisdizione tributaria.

La chiarezza delle regole che governano l’esercizio della funzione giurisdizionale rappresenta, infatti, un presupposto essenziale per garantire l’indipendenza dell’organo giurisdizionale e consente di migliorare i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente.

La certezza del diritto e la conoscibilità degli istituti sono espressione della cd. tax compliance, che figura tra gli obiettivi della riforma fiscale.

Senza poi dimenticare che la certezza del diritto non ha soltanto una funzione di tutela individuale, ma aumenta la vis attrattiva dello Stato.

Le imprese programmano gli investimenti, i professionisti forniscono consulenza e i contribuenti effettuano le proprie scelte sulla base dell’affidabilità e della chiarezza del quadro normativo e interpretativo.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.