Negoziazione assistita obbligatoria: i compensi dell'avvocato sono costi necessari per l'accesso alla tutela giurisdizionale

La Redazione
12 Agosto 2026

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul regime delle spese di negoziazione assistita, affermando un importante principio sulla natura dei costi legati alla procedura di negoziazione assistita obbligatoria.

Con l'ordinanza n. 24285/2026, la Suprema Corte chiarisce infatti che i compensi spettanti al difensore per la procedura di negoziazione assistita obbligatoria non possono essere esclusi dalla liquidazione, poiché rappresentano un costo imposto dall'ordinamento e necessario per poter accedere alla tutela giurisdizionale.

La vicenda trae origine da una domanda di risarcimento danni derivante da un sinistro stradale. Tra le questioni oggetto del ricorso figurava il mancato riconoscimento dei compensi maturati per l'attività svolta nella fase antecedente al giudizio, compresa la procedura di negoziazione assistita. I giudici di merito avevano escluso il relativo rimborso, ritenendo che tale attività fosse assorbita nella successiva fase processuale e che non fosse stata dimostrata la sua autonoma rilevanza.

La Cassazione non condivide questa impostazione. L'ordinanza evidenzia come, nelle controversie per le quali la negoziazione assistita costituisce condizione di procedibilità, l'attività difensiva non possa essere considerata meramente facoltativa o eventuale. Al contrario, si tratta di un'attività richiesta dalla legge e indispensabile per consentire l'esercizio dell'azione giudiziaria. Proprio questa natura obbligatoria rende i relativi compensi professionali costi necessari per l'accesso alla tutela giurisdizionale, con la conseguenza che il giudice è tenuto a valutarne la liquidazione.

La Corte richiama inoltre il d.m. 8 marzo 2018, n. 37, che ha introdotto la Tabella 25-bis nel d.m. 10 marzo 2014, n. 55, prevedendo parametri specifici per la remunerazione dell'attività svolta nell'ambito della negoziazione assistita. La presenza di una disciplina tariffaria autonoma conferma, secondo i giudici, il riconoscimento dell'autonomia professionale di tale attività e l'esigenza di una distinta liquidazione dei relativi compensi.

Diversa è invece l'ipotesi in cui la mediazione o la negoziazione assistita siano attivate volontariamente. In questi casi, precisa la Cassazione, il rimborso delle spese continua a essere subordinato alla verifica della loro necessità, utilità e congruità secondo i principi generali del danno emergente.

La Corte sottolinea quindi il ruolo della negoziazione assistita obbligatoria quale passaggio imprescindibile del procedimento e offre un importante chiarimento per la pratica forense: quando la procedura costituisce una condizione di procedibilità, i compensi dell'avvocato non rappresentano una spesa accessoria, ma un costo necessario per rendere effettivo il diritto di accesso alla giustizia.

Da Diritto e Giustizia.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.