Correttivo alla riforma fiscale: razionalizzazione e consolidamento del nuovo sistema tributario

17 Agosto 2026

Con l’approvazione in esame definitivo da parte del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026, il legislatore ha completato l’iter del decreto legislativo recante «Disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, di imposta sulle successioni e donazioni, di imposta sul valore aggiunto, di accise nonché in materia di controlli, di adempimento collaborativo e di semplificazione, adottato in attuazione della legge delega per la riforma fiscale».

Il provvedimento (d.lgs. 7 agosto 2026, n. 148, pubblicato in G.U. Serie Generale n.185 del 11 agosto 2026 - Suppl. Ordinario n. 30) si inserisce nel processo di completamento della riforma fiscale, perseguendo l’obiettivo di eliminare alcune criticità emerse nella prima fase applicativa dei decreti attuativi e di garantire un migliore coordinamento tra le numerose disposizioni introdotte negli ultimi mesi.

Il provvedimento, dunque, non modifica l’impianto della riforma, ma assolve alla funzione di razionalizzazione e consolidamento del nuovo assetto normativo.

Sotto il profilo sistematico, il correttivo opera su una pluralità di ambiti, intervenendo contemporaneamente sulla disciplina delle imposte sui redditi, dell’IVA, dell’imposta sulle successioni e donazioni, delle accise, nonché sulla normativa in materia di controlli fiscali, adempimento collaborativo e semplificazione degli adempimenti.

Anche sotto il profilo dell’attività amministrativa, il decreto rafforza il processo di innovazione del rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, intervenendo sulla disciplina dei controlli e dell’adempimento collaborativo, promuovendo un’ampia digitalizzazione delle procedure (tra cui l’interoperabilità tra amministrazioni).

Come noto, la legge delega di riforma fiscale ha previsto quale obiettivo da perseguire la riduzione della asimmetria tra amministrazione finanziaria e contribuente, anche mediante il rafforzamento degli strumenti di adempimento collaborativo.

Si punta ad un adempimento spontaneo, diffondendo un modello di amministrazione “preventiva”, piuttosto che repressiva (come dimostrato dalle nuove tipologie di accertamento basate sull’analisi del rischio fiscale), anche nell’ottica di un efficientamento delle risorse (sottoporre ad accertamento solo i contribuenti le cui condotte siano caratterizzate da indici sintomatici di irregolarità fiscali).

In tal senso si colloca la previsione contenuta nel decreto in commento della proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la presentazione della certificazione Tax Control Framework per i soggetti che hanno presentato domanda di accesso al regime di adempimento collaborativo negli anni 2024-2025.

Prorogato anche il termine di adesione al concordato per il biennio 2026-2027 dal 30 settembre al 31 ottobre 2026.

Il decreto risponde, altresì, all’esigenza di rafforzare la certezza del diritto, obiettivo imprescindibile in un sistema tributario caratterizzato, negli ultimi anni, da un’ingente produzione normativa.

In tale prospettiva, le disposizioni correttive mirano a ridurre le incertezze interpretative emerse nella fase di prima applicazione della riforma, favorendo una più uniforme applicazione delle norme da parte dell’Amministrazione finanziaria e degli operatori del settore.

Il provvedimento, dunque, aggiunge un tassello fondamentale al processo di rinnovamento del sistema fiscale, sebbene, per dirsi effettivamente compiuto il progetto di riforma, sarà necessario “monitorare” la concreta applicazione delle disposizioni attivando un dialogo costante tra operatori del settore e amministrazione finanziaria.

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