Responsabilità dello Stato per violazione del diritto UE: la CGUE chiarisce il peso del mancato rinvio pregiudiziale

La Redazione
11 Settembre 2026

La responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell’Unione derivante da una decisione di un giudice nazionale di ultima istanza resta subordinata a presupposti rigorosi.

In particolare, il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia non è, da solo, sufficiente a determinare il diritto al risarcimento, ma può concorrere a qualificare come grave la violazione del diritto UE quando siano presenti anche gli altri requisiti richiesti dall’ordinamento europeo.

È quanto emerge dalle due sentenze della Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, 8 settembre 2026, cause C-163/24 e C-293/24, che precisano i criteri applicabili alla responsabilità dello Stato per le violazioni commesse da organi giurisdizionali contro le cui decisioni non sia previsto un ricorso interno.

La Corte ribadisce anzitutto che il risarcimento presuppone il concorso di tre condizioni cumulative: la norma europea violata deve essere finalizzata a conferire diritti ai singoli; la violazione deve essere sufficientemente qualificata; deve inoltre esistere un nesso causale diretto tra la violazione e il danno subito.

Nella causa C-163/24, relativa al sistema europeo di gestione e controllo degli aiuti agricoli, la Corte esclude che la disciplina sull’identificazione delle parcelle agricole abbia la finalità di attribuire diritti agli agricoltori. La disposizione mira infatti a garantire l’efficacia dei controlli amministrativi e la tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Per questa ragione, anche l’eventuale violazione dell’obbligo di rinvio pregiudiziale non può fondare, nel caso concreto, la responsabilità dello Stato. La sentenza chiarisce inoltre che la nozione di “informazioni effettivamente corrette” comprende sia la corretta dichiarazione delle superfici sia la corretta identificazione della parcella coltivata e dei relativi confini.

Diverso l’esito nella causa C-293/24, riguardante la disciplina europea sul trasferimento d’impresa e la tutela dei lavoratori. Qui le norme invocate sono dirette a conferire diritti ai singoli. La CGUE evidenzia poi una serie di elementi che possono dimostrare una violazione sufficientemente qualificata: la soluzione adottata dal giudice nazionale era già desumibile dalla giurisprudenza europea precedente; il giudice si era discostato da tale orientamento senza effettuare il rinvio pregiudiziale e, inoltre, era pendente una domanda pregiudiziale relativa alla medesima questione metodologica.

La Corte precisa così che l’omesso rinvio pregiudiziale rappresenta un elemento rilevante nella valutazione della gravità della violazione, ma non costituisce un autonomo titolo di responsabilità. La verifica finale della responsabilità e del nesso causale con il danno spetta al giudice nazionale.

Fonte: Diritto e Giustizia