Le misure “green” contenute negli ultimi provvedimenti e l’esigenza di un’alfabetizzazione
Gli ultimi provvedimenti governativi hanno rafforzato le agevolazioni per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai progetti di innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica delle imprese.
Sono stati confermati strumenti di incentivo destinati a interventi che migliorano l’efficienza energetica, riducono le emissioni e favoriscono processi produttivi più sostenibili, in coordinamento con le politiche del PNRR e del piano Transizione 5.0.
Si pensi, a tal proposito, alle agevolazioni dedicate all’installazione di impianti per la produzione di energia solare o eolica destinata all’autoconsumo aziendale.
Di particolare rilevanza è anche la formazione per le competenze verdi, ovvero, l’estensione dei benefici fiscali alle spese sostenute per la riqualificazione del personale sulle tecnologie orientate alla sostenibilità.
Al pari della transizione digitale, anche quella ecologica richiede un’“alfabetizzazione”, ovvero, l’acquisizione dell’expertise e di una formazione sulle tecnologie cd. sostenibili.
La mancanza di figure professionali capaci di valutare il ritorno economico degli investimenti green e di certificare l’effettuazione degli investimenti ecocompatibili, rischierebbe di far adottare alle imprese una condotta “prudente”, rimanendo legate a modelli produttivi “tradizionali”, attuando una sorta di “prudenza difensiva” che, al pari della burocrazia difensiva rende complicato il perseguimento degli obiettivi green.
Analogamente a quanto avviene nel fenomeno della burocrazia difensiva, il timore di errori nell’accesso alle agevolazioni può rappresentare un deterrente agli investimenti innovativi e rallentare il perseguimento degli obiettivi della transizione ecologica.
Le imprese, devono essere poste nelle condizioni di conoscere gli strumenti agevolativi disponibili e comprenderne i requisiti di accesso.
In assenza di tale conoscenza, il beneficio fiscale rischia di rimanere una misura concretamente inutilizzata.
In questo processo di “alfabetizzazione” un ruolo preminente deve essere assolto anche dall’Amministrazione Finanziaria, la quale deve rendere conoscibili i benefici fiscali, in modo chiaro e intellegibile (anche mediante l’emanazione di circolari) e semplificare gli adempimenti necessari per ottenere i benefici fiscali.
La conoscenza riduce il timore della “innovazione” spingendo le imprese ad essere più operative e “contributive”.
Ciò determina un rallentamento del processo di transizione ecologica che, per essere concretamente perseguito, necessita del contributo di tutti gli operatori economici.
I moderni incentivi fiscali presuppongono infatti la capacità di utilizzare strumenti tecnologici, monitorare i consumi energetici, raccogliere elementi e dimostrare il perseguimento dei risultati richiesti dalla normativa.
La transizione verde si fonda pertanto su competenze interdisciplinari che integrano conoscenze ambientali e tecnologiche.