Assegno divorzile e sacrificio professionale del coniuge

La Redazione
08 Ottobre 2026

Nel divorzio tra coniugi con marcato squilibrio reddituale, la Cassazione valorizza il sacrificio professionale della moglie che ha lasciato il lavoro per la famiglia, riconoscendo la funzione perequativo‑compensativa dell’assegno divorzile e l’uso di presunzioni gravi, precise e concordanti.

Nel giudizio di divorzio, l’assegno divorzile può essere riconosciuto e quantificato in funzione perequativo‑compensativa quando emerga, anche in via presuntiva, che il coniuge richiedente ha sacrificato le proprie opportunità lavorative e reddituali per dedicarsi stabilmente alla cura della famiglia, nell’ambito di un progetto di vita condiviso, con conseguente consolidato squilibrio economico tra le parti. Il giudice può desumere tale sacrificio da circostanze significative – quali l’abbandono dell’attività dopo la nascita dei figli e la ripartizione dei ruoli familiari – idonee a dimostrare la perdita di chance professionali e a giustificare il riequilibrio delle posizioni economiche mediante l’assegno.

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.