Handicap e comporto: il requisito della duratura compromissione per la tutela antidiscriminatoria

La Redazione
01 Settembre 2025

Il Tribunale di Brescia, con sentenza n. 669/2025, ha respinto il ricorso promosso da un lavoratore avverso il licenziamento per superamento del periodo di comporto, ritenendo insussistente la discriminazione indiretta ex Direttiva 2000/78/CE.

Non integra la condizione di handicap rilevante ai fini antidiscriminatori l’assenza per malattia conseguente a evento traumatico che non abbia determinato una patologia di lunga durata né una compromissione irreversibile, né risulti, all’epoca del licenziamento, una limitazione priva di prospettiva di superamento nel breve periodo. Il rientro in servizio e la ripresa dell’attività escludono la sussistenza di una situazione di disabilità tutelata e, dunque, di discriminazione indiretta nel licenziamento per superamento del comporto.

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