Collocamento eterofamiliare di lunga durata, capacità genitoriale e diritto del minore all’ascolto

La Redazione
24 Febbraio 2026

Nel procedimento de potestate che incide radicalmente sulla relazione genitore‑figlio, l’ascolto del minore capace di discernimento e un accertamento tecnico‑multidisciplinare effettivo delle capacità genitoriali sono condizioni indispensabili di legittimità del collocamento eterofamiliare

Nel giudizio relativo a provvedimenti che dispongano l’affidamento del minore ai servizi sociali e la collocazione eterofamiliare di lunga durata, il giudice deve: a) procedere all’ascolto del minore capace di discernimento, ove richiesto e non ricorrano specifiche ragioni ostative, dando conto motivato dell’eventuale omissione; b) fondare la decisione su una valutazione tecnica multidisciplinare, aggiornata e terza rispetto ai servizi affidatari, idonea a verificare capacità genitoriali, profili personologici e risorse del nucleo familiare, non essendo sufficiente il solo richiamo alle relazioni dei servizi sociali.

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