TFS dei dipendenti pubblici, nuovo rinvio della Consulta in attesa del legislatore
09 Marzo 2026
La Corte costituzionale, con ordinanza 5 marzo 2026 n. 25, ha riunito tre giudizi promossi dai TAR Marche, Lazio e Friuli-Venezia Giulia sulla legittimità del differimento e della rateizzazione del trattamento di fine servizio (TFS) dei dipendenti pubblici cessati per raggiunti limiti di età o di servizio. I giudici amministrativi dubitano della conformità agli artt. 36 Cost. e 117, primo comma, Cost. (in relazione all’art. 1 Prot. addiz. CEDU) dell’art. 3, comma 2, d.l. 79/1997 e dell’art. 12, comma 7, d.l. 78/2010, nella parte in cui prevedono un differimento fino a dodici mesi (ora ridotti a nove dal 2027) e un pagamento rateale del TFS, senza meccanismi di rivalutazione idonei a compensare l’effetto dell’inflazione. La Corte richiama i precedenti moniti delle sentenze n. 159/2019 e n. 130/2023, che avevano già ritenuto incompatibili tali dilazioni con la garanzia di adeguatezza della retribuzione, anche differita, pur senza giungere a una declaratoria di illegittimità in ragione dell’elevato impatto finanziario di un’immediata ablazione. Nel valutare le riforme sopravvenute – estensione del pagamento in tre mesi a invalidi e inidonei (art. 16, comma 2, d.l. 25/2025) e riduzione da dodici a nove mesi del termine di liquidazione a decorrere dal 1° gennaio 2027 (art. 1, comma 198, l. 199/2025) – la Corte le qualifica come interventi parziali e non idonei ad avviare una effettiva e programmata eliminazione dei meccanismi dilatori. Ribadita la perdurante incompatibilità della disciplina con l’art. 36 Cost., la Consulta ritiene tuttavia di non poter intervenire ablativamente, poiché ciò determinerebbe l’immediata esigibilità di tutti i TFS, anche arretrati, con un impatto “assai significativo” sui conti pubblici. La definizione delle modalità e della gradualità della riforma resta quindi affidata alla discrezionalità legislativa. In applicazione del principio di leale collaborazione istituzionale, la Corte rinvia la trattazione all’udienza del 14 gennaio 2027, assegnando al Parlamento un termine per predisporre una disciplina che, in un orizzonte temporale definito e ragionevole, elimini differimento e rateizzazione del TFS, pianificando la distribuzione nel tempo dell’onere di cassa. |