Assegno divorzile: onere della prova sui sacrifici e limiti in caso di nuova convivenza

La Redazione
09 Marzo 2026

Nessun assegno divorzile senza prova del contributo dato dal richiedente alla formazione del patrimonio comune e dell’altro coniuge.

In tema di riconoscimento dell’assegno divorzile, non è sufficiente la generica domanda del richiedente, ma è necessario dimostrare il nesso causale tra sacrifici fatti e disparità economica post matrimoniale. In difetto di una allegazione specifica, la domanda di riconoscimento dell’assegno divorzile non può trovare accoglimento.

In più, l’instaurazione da parte dell’ex coniuge di una stabile convivenza more uxorio fa venire meno il diritto all’assegno, salvo che per la sua componente compensativa, la cui sussistenza deve, tuttavia, essere specificamente dedotta dalla parte che faccia valere il proprio diritto all’assegno.

Invero, la funzione compensativa dell’assegno divorzile mira a riconoscere e rifocillare il contributo personale ed economico dato dall’ex coniuge alla formazione del patrimonio familiare e alla realizzazione della vita familiare durante il matrimonio, nella misura in cui lo stesso abbia sacrificato le proprie aspirazioni professionali o lavorative. Spetta, tuttavia, al coniuge che richiede l’assegno, o che ne chiede il mantenimento nonostante la nuova convivenza, provare in modo specifico di aver dato un apporto tale da giustificare la componente compensativa dell’assegno stesso.

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