Disegno di legge sulle frodi alimentari: controlli più incisivi e nuove sanzioni per tutta la filiera
08 Aprile 2026
Inquadramento Per gli operatori del diritto il provvedimento è particolarmente rilevante per i seguenti motivi: cambiano i reati, aumentano le pene e viene ampliata la responsabilità lungo tutta la filiera. Il provvedimento arriva in un contesto in cui i controlli sono già molto intensi; secondo la Relazione annuale dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura, nel 2024 i controlli nel settore agroalimentare hanno superato le 54.000 unità, con irregolarità su circa il 13% dei prodotti e sequestri per decine di milioni di euro. Che cosa cambia: nuovo impianto dei reati alimentari Il ddl realizza un riordino complessivo delle fattispecie penali introducendo nel Codice penale un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Contestualmente vengono abrogate alcune fattispecie tradizionali come i reati di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine o di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (artt. 516 e 517-bis c.p.) per introdurre nuovi reati tipizzati, tra cui: - frode alimentare «generale», che colpisce prodotti difformi per origine, qualità o quantità; - commercio di alimenti con segni mendaci, figura di reato centrata su etichette e informazioni ingannevoli o fuorvianti legata anche alla presentazione del prodotto e alle comunicazioni commerciali che lo riguardano; - condotte collegate alla circolazione dei prodotti (come il trasporto, il deposito o l’esportazione) in modo da estendere la responsabilità a tutta la filiera commerciale. Il ddl intende rafforzare il sistema sanzionatorio con un inasprimento delle pene per contraffazione DOP e IGP e prevedendo la reclusione fino a 4 anni e multe elevate. La finalità è quella di anticipare la tutela e colpire la frode prima che arrivi al consumatore. Contenuto generale del provvedimento Oltre a nuove figure di reato, il ddl incide su diversi istituti come riassunto nella tabella seguente.
Chi riguarda: filiera agroalimentare e professionisti Il provvedimento incide su diverse categorie di lavoratori o comparti, come: - produttori agricoli e industria alimentare; - distributori, importatori ed esportatori; - operatori della logistica e del commercio; - soggetti coinvolti nella certificazione e tracciabilità. Effetti operativi e adempimenti Sul piano pratico emergono alcune conseguenze immediate per le imprese coinvolte nella filiera agroalimentare: - necessità di rafforzare i sistemi di controllo interno su origine, etichettatura e tracciabilità; - maggiore attenzione alla documentazione commerciale e logistica; - verifica dei flussi lungo la filiera; - possibile incremento di ispezioni e attività investigative. Criticità e punti aperti Dal testo emergono alcuni nodi operativi non ancora del tutto risolti come ad esempio la mancata definizione di confini netti tra illecito amministrativo e penale e il rischio di sovrapposizione tra vecchie e nuove fattispecie nella fase transitoria. Resta inoltre da verificare il testo finale che verrà approvato dalla camera, soprattutto su sanzioni e ambito applicativo. In conclusione, il provvedimento intende segnare un importante cambio di passo, per superare il sistema frammentato attuale e approdare ad un modello penale più unitario e più severo. Nelle audizioni alla Camera però è già stato evidenziato come puntare su nuovi reati e pene più alte rischia di non bastare se non si rafforza in parallelo la capacità di controllo e di ispezione sul territorio. |