Opposizione all'archiviazione, «ristoro» dell'indagato ed esenzione di responsabilità del querelante
27 Aprile 2026
La Corte ha ritenuto non manifestamente irragionevole che, nel quadro del necessario contemperamento tra l’interesse a prevenire e a sanzionare la presentazione di querele pretestuose e l’opportunità di non scoraggiare l’esercizio non solo del diritto di querela, ma anche del diritto di opposizione all’archiviazione da parte della persona offesa, il legislatore abbia scelto di esentare il querelante dalla responsabilità per le spese sostenute e i danni subiti dall’indagato nella fase antecedente all’esercizio dell’azione penale, alla luce dell’evoluzione del ruolo riconosciuto alla persona offesa, che esercita un’attività di supporto e di controllo dell’operato del pubblico ministero, finalizzata a colmare eventuali lacune investigative, cooperando alla completezza delle indagini e all’accertamento della verità. La sentenza ha, inoltre, escluso la lamentata disparità di trattamento con la disciplina della responsabilità del querelante all’esito dell’udienza preliminare, trattandosi di situazioni non sovrapponibili, attesa la differenza di effetti, di connotati e di stabilità del provvedimento di archiviazione rispetto alla sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento. Parimenti non fondata è stata ritenuta la censura di violazione dell’articolo 24 della Costituzione, poiché l’effettività del diritto di difesa trova adeguata salvaguardia, per gli indagati non abbienti, nella disciplina del patrocinio a spese dello Stato. |