La Corte costituzionale interviene sull'impugnazione inviata ad indirizzo PEC errato
15 Maggio 2026
La Corte ha ritenuto legittima la sanzione dell’inammissibilità dell’impugnazione inviata all’indirizzo PEC dell’ufficio giudiziario competente, anziché a quello che ha emesso il provvedimento impugnato, evidenziando che tale disciplina è coerente con la finalità di accelerare la digitalizzazione del processo e ridurre i tempi di trasmissione dei fascicoli. La Consulta ha precisato che l’errore non comporta inammissibilità se la cancelleria che riceve l’atto lo trasmette tempestivamente via PEC all’ufficio competente, preservando la «continuità digitale». La Corte ha escluso la violazione del diritto di difesa, trattandosi di conseguenza chiaramente prevista dalla legge. |