Mobbing: provvedimenti disciplinari legittimi e insussistenza dell’intento persecutorio
27 Maggio 2026
In tema di mobbing nel pubblico impiego, e in particolare nella sanità pubblica, non sussiste condotta persecutoria risarcibile quando i provvedimenti disciplinari, pur reiterati e dedotti come pretestuosi dal lavoratore, risultino espressione del legittimo esercizio dei poteri di direzione e organizzazione, funzionali alla continuità del servizio che non tollera interruzioni o carenze, e non emergano l’assoluta insussistenza degli addebiti, l’evidente sproporzione dei richiami o altri elementi sintomatici di carattere meramente pretestuoso o discriminatorio, tali da far ritenere che gli atti siano stati adottati al solo fine di mortificare la personalità e la dignità del dipendente; in tale contesto, la mera contestazione della valutazione delle prove operata dai giudici di merito non è idonea a fondare il mobbing né un vizio di legittimità. |