L’indizione delle elezioni RSU è irrevocabile: il datore di lavoro non può bloccare la procedura
26 Giugno 2026
Massima In tema di elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie ( RSU), l’Accordo Interconfederale (A.I.) 27 luglio 1994 relativo al settore del commercio, non attribuisce all’organizzazione sindacale indicente alcun potere di revoca o sospensione del procedimento. Con la costituzione del Comitato elettorale ogni competenza si concentra esclusivamente in capo a tale organo. Il datore di lavoro è tenuto a rapportarsi esclusivamente con il Comitato e a fornire la necessaria collaborazione. Il rifiuto integra condotta antisindacale ex art. 28 l. n. 300/1970 nei confronti di tutte le organizzazioni ammesse, ivi comprese quelle aderenti ex art. 2, comma 2. Il caso Il 13 marzo 2017, presso il punto vendita fiorentino di una società della grande distribuzione, un’organizzazione sindacale firmataria dell’A.I. 1994 indiceva le elezioni per il rinnovo della RSU. Si costituiva il Comitato elettorale, che richiedeva l’elenco dei lavoratori e la disponibilità dei locali. Una seconda sigla, non firmataria, accettava tuttavia formalmente il contenuto tanto dell’Accordo 27 luglio 2024 che di quello siglato in data 26 novembre 2015, presentava le proprie liste ex art. 2, comma 2, e designava un membro nel Comitato. Il Comitato verificava le candidature e fissava il voto al 22 aprile 2017. A ridosso della data prevista l’Organizzazione Sindacale che aveva indetto le elezioni ne comunicava la “sospensione”, senza rapportarsi con il Comitato Elettorale. Successivamente, in data 26 aprile, dava avviso della “revoca” della procedura, ritirando i propri rappresentanti dal Comitato. Questo avveniva con il consenso di altre sigle non presentatrici di loro liste. Il datore di lavoro, facendo leva sulla revoca della procedura elettorale, dichiarava unilateralmente la decadenza della RSU, ex art. 10 dell’A.I, astenendosi dal fornire tabulati e locali al comitato elettorale, nel frattempo pienamente funzionante. Il sindacato che aveva presentato i propri candidati proponeva ricorso ex art. 28 Statuto dei lavoratori (comportamento antisindcale). Il Tribunale di Firenze lo accoglieva con decreto del 27.11.2017; la successiva opposizione, promossa da parte datoriale veniva rigettata con sentenza n. 896/2018. La Corte d’Appello confermava con sentenza n. 216/2020. La questione L’art. 2 dell’A.I. (che si compone di due parti) riconosce il potere di indizione alle organizzazioni firmatarie. Il silenzio del testo negoziale impone di chiedersi se quella prerogativa comporti anche quella contraria di revoca unilaterale della procedura già avviata e se il recepimento datoriale, con rifiuto di cooperare ex art. 19, Parte Seconda, integri condotta antisindacale verso le sigle ritualmente ammesse. Le soluzioni giuridiche La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da parte datoriale avverso le decisioni di merito. La motivazione si è articolata su tre snodi.
Osservazioni La Cassazione evidenzia che una volta che l'O.S. ha esercitato il potere di indire le elezioni, il procedimento si rende autonomo rispetto al promotore e viene affidato interamente al Comitato elettorale. Da quel momento, nessuna delle parti, né il sindacato promotore, né il datore di lavoro, può interferire con il suo svolgimento.
Si segnala, infine, che la novità assoluta della questione ha indotto la Corte a compensare integralmente le spese di lite, circostanza non usuale in sede di legittimità, a conferma che si tratta di una pronuncia di prima lettura, suscettibile di orientare il contenzioso futuro in tutte le situazioni analoghe regolate da accordi interconfederali con struttura procedurale comparabile. * L’elaborato rappresenta soltanto il pensiero dell’autore e non impegna l’Amministrazione di appartenenza. Riferimenti M. Persiani, Le rappresentanze sindacali unitarie nell’Accordo Interconfederale del 1993, in Dir. lav., Giuffrè, 1994, I, 3 ss.; G. Pera, Rappresentanze sindacali unitarie: la disciplina negoziale, in Riv. it. dir. lav., Giuffrè, 1994, II, 165 ss.; M. Grandi, Le procedure di repressione della condotta antisindacale, in Commentario St. lav. diretto da Pera, Giuffrè, 1985. |