Disabilità da incidente: risarcibile anche il cambio di abitazione
25 Giugno 2026
La vicenda trae origine da un grave sinistro avvenuto in Lombardia. Una bambina di otto anni, dopo essere scesa da un autobus fermatosi fuori dall’area prevista per la fermata, attraversò la carreggiata passando dietro il mezzo e venne investita da un’autovettura proveniente dalla direzione opposta. Le lesioni riportate le hanno causato una grave disabilità permanente. Nel corso del giudizio, culminato davanti alla Suprema Corte, è stata confermata la ricostruzione della Corte d’Appello sulla ripartizione delle responsabilità tra il conducente del bus, l’automobilista, l’accompagnatrice e la stessa minore. Particolare rilievo è stato attribuito alla condotta dell’autista del mezzo pubblico, che aveva effettuato la fermata in un punto non autorizzato. Secondo la Cassazione, la violazione delle norme che impongono agli autobus di fermarsi esclusivamente nelle aree dedicate è causalmente collegata all’investimento, poiché proprio tali disposizioni mirano a evitare che i passeggeri impegnino la carreggiata esponendosi al rischio di essere travolti dai veicoli in transito. Il profilo di maggiore interesse riguarda però il danno conseguente alla necessità di cambiare abitazione. I giudici di legittimità affermano che, quando la disabilità renda inadeguata la casa precedentemente occupata, il costo sostenuto per acquistare un immobile privo di barriere architettoniche costituisce un danno emergente risarcibile. Tale esborso, infatti, rappresenta una conseguenza diretta dell’illecito e delle limitazioni funzionali subite dalla vittima. La Corte precisa tuttavia che il risarcimento non può coincidere automaticamente con l’intero prezzo del nuovo immobile. Occorre applicare il principio di indifferenza, evitando che il ristoro determini un ingiustificato arricchimento del danneggiato. Per questo dovranno essere considerati anche gli eventuali benefici derivanti dalla vendita, dalla locazione o dalla disponibilità della precedente abitazione. Proprio perché impossibile determinare con precisione matematica quale quota del costo del nuovo immobile sia effettivamente riconducibile all’infortunio, la liquidazione dovrà essere effettuata in via equitativa. Da qui la censura alla decisione d’appello che, pur avendo riconosciuto l’esistenza del pregiudizio, aveva negato il risarcimento per asserita carenza di prova. La Cassazione ha quindi disposto un nuovo esame della questione, fissando un principio destinato a fungere da riferimento nei futuri contenziosi in materia di danno alla persona. |