L'IVASS blocca i beni italiani di DallBogg

La Redazione
27 Agosto 2026

L'IVASS ha disposto il divieto di compiere atti di disposizione sull'immobile milanese della compagnia assicurativa bulgara DallBogg, in esecuzione di una richiesta dell'autorità di vigilanza bulgara dopo la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa. La misura tutela il patrimonio destinato agli assicurati e agli aventi diritto.

L'IVASS ha disposto il divieto di compiere atti di disposizione sull'unico bene noto detenuto in Italia dalla compagnia assicurativa bulgara DallBogg: Life and Health AD, dando esecuzione alla richiesta avanzata dall'autorità di vigilanza della Bulgaria nell'ambito del procedimento conseguente alla revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa della società. Il provvedimento, adottato il 27 luglio 2026, trova fondamento nell'art. 226 del Codice delle assicurazioni private e costituisce un'applicazione della cooperazione tra autorità di vigilanza prevista dal diritto europeo.

L'intervento dell'IVASS trae origine dalla decisione con cui la Financial Supervision Commission (FSC) bulgara, il 9 giugno 2026, ha revocato l'autorizzazione a DallBogg all'esercizio dell'attività assicurativa. Contestualmente, l'autorità dello Stato membro d'origine ha vietato alla compagnia di disporre liberamente dei propri beni fino all'apertura di una procedura di liquidazione o di insolvenza. Successivamente, la FSC ha informato l'IVASS dell'esistenza di un immobile di proprietà della società situato a Milano, chiedendo l'adozione delle misure necessarie per garantire l'effettività del vincolo anche sul territorio italiano.

A seguito delle verifiche catastali effettuate presso l'Agenzia delle Entrate, l'IVASS ha individuato l'immobile, ritenendo integrati tutti i presupposti previsti dall'art. 226, comma 1, del d.lgs. n. 209/2005 per vietarne qualsiasi atto di disposizione. La misura riguarda espressamente il bene censito al Catasto Fabbricati del Comune di Milano e impedisce alla compagnia di alienarlo, gravarlo o comunque disporne fino a diversa determinazione.

Il provvedimento evidenzia il ruolo della cooperazione tra autorità di vigilanza europee nella gestione delle crisi delle imprese assicurative operanti in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi. L'art. 226 del Codice delle assicurazioni private impone infatti all'IVASS di adottare analoghe misure conservative sui beni situati in Italia quando siano richieste dall'autorità competente dello Stato membro d'origine.

L'Istituto sottolinea inoltre che il divieto è stato disposto senza preventiva comunicazione di avvio del procedimento, in ragione dell'urgenza di dare immediata esecuzione alla richiesta della FSC e di preservare l'integrità del patrimonio della compagnia. L'obiettivo dichiarato è garantire la tutela degli assicurati e degli altri aventi diritto alle prestazioni assicurative, evitando che il patrimonio disponibile possa essere disperso nelle more delle procedure concorsuali. Il provvedimento è immediatamente esecutivo, è stato notificato alla società e trasmesso all'autorità bulgara, oltre a essere pubblicato sul Bollettino e sul sito istituzionale dell'IVASS.

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